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Scheda numero 9429

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
CopistaLanciani, Tarquinio
TitoloDel sig.r Aless.o Scarlatti
PresentazionePartitura
PubblicazioneRoma : copia, 1690
Descrizione fisicaP. 149-200. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeMentre Eurillo fedele. Cantata, 1V,1str., S,bc
Repertori bibliograficiHanley: n. 416, pp. 312-313 (fonte non censita)
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Mentre Eurillo fedele
2.1: (Aria strofica, la minore, c; S, bc)
S: E pur mi convien piangere - Amor chi può susistere
3.1: Spiritoso (Aria, do maggiore, c, 3/4; S, bc)
S: Perfidi mostri
4.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Ma dove, folle passion
5.1: (Aria strofica, la minore, c, 3/2; S, bc)
S: Si mora, si peni si crucci ad ogn'or - Si peni, si mora per sguardo seren
6.1: (Aria, re maggiore, c; S, bc)
S: Si si cara beltà
7.1: (Aria, si minore, 3/8; S, bc)
S: Spero si che in vedermi costante
8.1: (Aria, mi minore, c; S, bc)
S: Ah no, che son fallaci
9.1: Largo (Arioso, mi minore, c; S, bc)
S: Dunque Eurillo infelice
Fa parte di6 cantate da camera (scheda n. 9423)
Trascrizione del testo poeticoMentre Eurillo fedele
Su le rive del Tebro
Dolente e lacrimoso
Non trovava al suo mal pace e riposo
Le meste luci sue nel cielo affisse
E con voci dolenti
Proruppe e disse:

"E pur mi convien piangere
Per troppo rio dolor
Giacché non posso frangere
Un impietrito cor.

Amor, chi può sussistere
Con tanta crudeltà
Il cor non può resistere
In seno all’empietà.

Perfidi mostri
Del Regno di Dite
Volate, venite,
correte con me
Sempre implacabili,
Inesorabili
Deh laceratemi
E disvellatemi
L’alma dal sen.

Ma dove, folle passion,
Empia m’aggiri?
Viver dunque potrei
Stolto, senz’alma
Senza il mio bene
Far dolci le mie pene
E nel mare d’Amor trovar la calma.

Si mora, si peni si crucij ad ogn’hor
S’uccida, si sveni il misero cor.
Si mora, si peni si crucij ad ogn’hor.

Si peni, si mora per sguardo seren
S’affligga ad ogn’hora il languido sen.
Si peni, si mora per sguardo seren.

Si, si cara beltà
Io vuò morir per te
Ma fa che la mia fe’
Ti desti almen pietà

Spero si, che in vedermi costante
Ceda vinto il tuo fiero rigor
Che non suol sempre rigido Amor
Dar tormenti ad un’anima amante.

Ah, no, no, che son fallaci
Le speranze lusinghiere,
E d’amor l’accese faci
Sono al cor sempre più fiere.
Ah, no, no, che son fallaci
Le speranze lusinghiere.

Dunque Eurillo infelice
Soffri le pene tue
Languendo, tacendo,
Ch’altro alla fede tua sperar non lice.
 Document image 
Risorse di rete gallica.bnf.fr
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneF-Pn - Paris - Bibliothèque Nationale de France
Fondo département Musique - RES VMF MS-45_6

   Scheda a cura di Chiara Pelliccia