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Scheda numero 8253

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1764-1810
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
Titolo[Ingiustissimo amor]
EdizioneCopia
PresentazionePartitura
Pubblicazione[s.l. : copia, 1674-1810]
Descrizione fisicaC. 84r-86v. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeIngiustissimo amor tu che sovvente. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiRostirolla-Scarlatti: p. 433, n. 299
Maccavino: p. 84, n. 18
BibliografiaHanley: p. 267, n. 333.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, C; S,Bc)
S: Ingiustissimo amor, tu che sovvente
2.1: Andante (Aria, sol maggiore, C; S,Bc)
S: Spezza l'arco, e spunta il dardo
3.1: (Recitativo, C; S,Bc)
S: Sotto amiche sembianze il primo istante
4.1: Andante (Aria, re minore, Ȼ; S,Bc)
S: Come augel che corre al nido
Fa parte diCantate di Alessandro Scarlatti e altri Autori (scheda n. 1269)
Trascrizione del testo poeticoIngiustissimo amor, tu che sovvente
Senza tema e rossor soffri l’accuse
Di barbaro, d’ingrato e di crudele,
Del mio core fedele
Sprezzato ha il pianto e vilipeso il foco,
Vanne, fuggi da me più non voglio
Adorar le tue leggi e ‘l vasto impero
Che tu con tante e tante
Alme infelici e meste
Premi tiranno,
Con giustissimo orgoglio
Conoscer più, più venerar non voglio.

Spezza l’arco e spunta il dardo,
Cieco Dio più non vogl’io
Sospirar per crudo amor
Le lusinghe d’un bel guardo
Non han forza d’infiammarmi,
Se per me perdute ha l’armi
D’un bel volto lo splendor.

Sotto amiche sembianze
Il primo istante agl’occhi miei giungesti
E con facile sforzo
Al disarmato cor t’apristi il varco;
Incauto, in due pupille
Che un tempo eran per me stelle gradite,
Io trovai le mie fiamme
E ‘l petto esposi
a quelle ch’io credei dolci ferite;
Ma lasso! E qual mercede
De’ lunghi affanni miei, de la mia fede
Ebbi da te; sperar potei, penai?
Piansi ed al pianto preghiere aggiunsi
E inesor(t)abil sempre
Quel volto ond’ei m’accese
Ai miei martiri, ai miei tormenti ei rese.
Or giusto ben e la ragion mel dice
Che un tirannico Dio più non trionfi
D’un cor sincero, e se nell’amor mio
Ei mi schernì da traditor tiranno,
Io schernirò col mio fuggir l’inganno.

Come augel che corre al nido
A te torno ed a te fido
Sarò sempre
O mia dolce libertà
Come augel che corre al nido
A te torno ed a te fido
Sarò sempre
O mia cara libertà.
Nei tuoi placidi concenti
Darò tregua a quei tormenti
Ond’io pensi
per ingrata ria beltà.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-NT - Noto - Biblioteca Comunale Principe di Villadorata
Fondo Altieri - Vol. 36 (18)

   Scheda a cura di Nicolò Maccavino