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Scheda numero 8242

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1764-1810
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
Titolo[Dove alfin mi traeste]
EdizioneCopia
PresentazionePartitura
Pubblicazione[s.l. : copia, 1674-1810]
Descrizione fisica44v-50r. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeDove alfin mi traeste. Cantata, 1V,1str, S,bc, L'Arianna
Repertori bibliograficiRostirolla-Scarlatti: n.191, p.418
Maccavino: n.9, p.82
BibliografiaHanley: n.209, p.198.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, C; S,Bc)
S: Dove alfin mi traeste?
2.1: Lento (Aria, si minore, C; S,Bc)
S: Son pur ridotta a piangere
3.1: (Recitativo, C; S,Bc)
S: Idra troppo fedel [!] germana iniqua
4.1: Spiritoso (Aria, sol minore, C; S,Bc)
S: Uccidetelo, divoratelo
5.1: (Recitativo, C; S,Bc)
S: Maledetto quel filo
6.1: Andante Moderato (Aria, do minore, 3/8; S,Bc)
S: Torna ad amar mio bene
Fa parte diCantate di Alessandro Scarlatti e altri Autori (scheda n. 1269)
Trascrizione del testo poeticoDove alfin mi traeste
Impeti del destin stelle inumane!
Dove vanno a cadere
L’alte glorie di Creta, e dove han fine
Le lusinche [!] d’un empio.
Ah Teseo senza fede
Crudele mentitor barbaro ingrato
Dunque su queste spiagge
Abbandonata e sola
Perirà questa salma
Ma rammentati infido
Che al paterno suol tu m’involasti
E Arianna delusa al fin lasciasti.

Son pur ridotto a piangere
Per te mostro crudel.
O Dio, né posso frangere
Col pianto Il tuo rigore
Nemmen del mio dolore
Non ha pietade il ciel.

Idra troppo fedel, germana iniqua
De’ miei più cari amplessi
Usurpatrice indegna
Son mie quelle bellezze
Ch’ad onta del mio cor empia tu godi
Ma ti sovvenga ancora
Che quel seno stringe
Non è d’uno terren petto di fiera
E allor che pensi posseder le gioie
D’amorose ritorte
Saprott’in seno vomitar la morte.

Uccidetelo
Divoratelo
Furie barbare d'empietà.
Non ha da vivere
Quel cor sì perfido
Se pria non vomita
L'infedeltà.

Maledetto quel filo che t'apprestai
Crudel t'avesse almeno
Dov'io già ti sottrassi il mostro ucciso
Ma no ch'io non potrei
Mirar più quel sembiante
Che ad onta del destino
Pur d'abbracciare io spero
Riedi Teseo mio ben pensa l'errore
Che i deliri del cor condona amore.

Torna torna ad amar
Mio ben tornami pur
In sen placata io sono
Sì sì ried'a me su
E non tradirmi più
Ch'io ti perdono.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-NT - Noto - Biblioteca Comunale Principe di Villadorata
Fondo Altieri - Vol. 36 (9)

   Scheda a cura di Nicolò Maccavino