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Scheda numero 8157

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1690-1710
CompositoreBononcini, Giovanni (1670-1747)
Autore del testo per musicaPaglia Francesco Maria
CopistaLanciani, bottega
TitoloDel Sig:r Bononcini [Lidia tu sai che io ti amo]
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Roma : copia della bottega Lanciani, 1690-1710]
Descrizione fisicaP. 246-276. Filigrana: non rilevata.
Note generaliNell'indice all'inizio del ms attribuita a Francesco Gasparini. Il testo attribuito a Francesco Maria Paglia in I-Rvat, Vat. lat. 10204.
Titolo uniformeLidia tu sai ch'io t'amo. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiRISM A II: 703002722
Lindgren: p. 164
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, si minore, c)
Lidia tu sai ch’io t’amo
2.1: (Aria, re maggiore, c)
Quando credi
3.1: (Recitativo, c)
Quando temi
4.1: (Aria, sol maggiore, 3/8)
Fu destino l'amarti
5.1: (Recitativo, mi minore, c)
Chi dà nome di crudele
6.1: (Aria, si minore, c)
La costanza io ricerco
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 8143)
Trascrizione del testo poeticoLidia tu sai ch’io t’amo
E mille volte e mille
Dell'amor mio prove bastanti avesti
Perché dunque molesti
La mia fede sincera?
Con rimproveri ingiusti
Perché mi credi o mi motteggi almeno
D'ngrato e d'infedel come Bireno.

Quando credi
Che alla vista d’altr’oggetto
L'alma mia si venga meno
La Bellezza del tuo seno
Troppo offendi e non l’intendi.

Quando temi
Che per forza d'altro Lume
Ti tradisca questo core
Troppo offendi lo splendore
Dei tuoi rai e non lo sai.

Fu destino l'amarti
Ma un destino però che non è cieco
Io conosco il tuo merto
Ne mai d'esser Biren sarei capace
E se un giorno la face
Del Bendato fanciullo
Infido e ingrato mi volesse mai
Io Bireno sarei
Ma tu Olimpia non sei né men sarai
Né da lei differisce
Per ragion del sembiante
Che questo è un pregio errante
E' un caduco trofeo simile al fiore
Non hai di Olimpia il cuore
E per la fede almeno
Ci vuole Olimpia a rinfacciar Bireno.

Chi dà nome di crudele
Deve pria col core amante
Meritar la sua mercè
Chi mi taccia d'infedele
Deve prima col cor costante
Darmi prove di sua fé.
Se l'amore è un bel desio
Al desio d’un altro amore
Nell'amar risponderà
L'holocausto del cor mio
Su l'altar d’un altro core
Non si svena a infedeltà.

La costanza io ricerco
Anzi giungo talora
A bramar che Cupido
Ni trasformi in Bireno
Sol per brevi momenti
Per osservar un dì col ciglio infido
Se tu Olimpia diventi
Dimmi qual è lo scoglio
Dove t'abbandonai per altro oggetto?
Pensa o bella e vedrai
Che né il tuo né il mio seno
Segue Olimpia o Bireno
Ma per nativo orgoglio
O per genio incostante
Sei tal hor di te stessa e flutto e scoglio.

S’io credessi vederti costante
Forse un dì proverei di lasciarti per capriccio di un nobile amore
Che l'amarti seguirti adorarti
Non è prova dell'anima amante
Senza esporti a geloso rigor

Ma poi sento che in petto contrasta
Col capriccio un dubbioso martoro
Se io lasciassi il mio genio fedel
Che s’io ti amo ti servo e t’adoro
Se mi struggo mi moro e non basta
Che faresti s’io fossi infedel.
 Document image © Bruxelles - Conservatoire Royal, Bibliothèque
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneB-Bc - Bruxelles - Conservatoire Royal, Bibliothèque
15325 (14)

   Scheda a cura di Biancamaria De Santis