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Scheda numero 7580

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1750
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloRecitativo. Ingiustissimo Amor tu che sovente
PresentazionePartitura
Pubblicazione[s.l. : copia, 1700-1750]
Descrizione fisicaC. 10v-19r. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeIngiustissimo amor tu che sovvente. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiInsom: p. 1056
RISM A II: 852029724
Hanley: n. 333, p. 267
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Ingiustissimo Amor tu che sovente
2.1: Andante (Aria, sol maggiore, c)
Spezza l'arco e spunta il dardo
3.1: (Recitativo, c)
Sotto amiche sembianze
4.1: Andante (Aria, re minore, 2/2)
Come augel che corre al nido
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 7516)
Trascrizione del testo poeticoIngiustissimo Amor tu che sovente
Senza tema e rigor soffri l’accuse
Di barbaro, d’ingrato e di crudele,
Del mio core fedele
Sprezzato hai il pianto e vilipeso il foco,
Vanne, fuggi da me, più non vogl’io
Adorar le tue leggi e il vasto Impero,
Che tu con tante e tante
Alme infelici e meste
Premi tiranno,
Con giustissimo orgoglio
Conoscer più, più venerar non voglio.

Spezza l’arco e spunta il dardo
Cieco Dio, più non vogl’io
Sospirar per crudo amor.
Le lusinghe d’un bel guardo
Non han forza d’infiammarmi,
Se per me perdute ha l’armi
D’un bel volto lo splendor.

Sotto amiche sembianze
Il primo istante a gl’occhi miei giungesti,
E con facile sforzo
Al disarmato cor t’apristi il varco,
Incauto, in due pupille,
Che un tempo eran per me stelle gradite,
Io trovai le mie fiamme e il petto esposi
A quelle ch’io credei dolci ferite,
Ma lasso! E qual mercede
De’ lunghi affanni miei, della mia fede
Ebbi da te, da te sperar potei,
Penai, piansi ed al pianto preghiere aggiunsi
E inesorabil sempre
Quel volto ond’ei m’accese,
A miei martiri a miei tormenti ei rese.
Or giusto è ben, e la ragion mel dica
Che un tirannico Dio più non trionfi
D’un cor sincero, e se nell’amor mio
Ei mi schernì da traditor tiranno,
Io schernirò col mio fuggir l’inganno.

Come augel che corre al nido
A te torno ed a te fido
Sarò sempre
O mia dolce Libertà
Ne’ tuoi placidi contenti
Darò tregua a quei tormenti
Ond’io piansi
Per ingrata ria beltà.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-MC - Montecassino - Biblioteca dell'Abbazia
5-F-5/4c

   Scheda a cura di Gabriella Rea