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Scheda numero 7425

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoTesto per musica a stampa
DataData certa, 1727
Autore del testo per musicaRolli, Paolo Antonio (1687-1775)
TitoloCANZONETTA X.
PubblicazioneLondra : presso Tommaso Edlin, 1727
Descrizione fisicaP. 20-26. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeDella noiosa estate. Canzonetta ,
Repertori bibliografici
Bibliografia
Fa parte diDi Canzonette e di Cantate. Libri II (scheda n. 7415)
Trascrizione del testo poeticoDella Noiosa Estate
Finita è la stagion,
E lunge dal Leon
Sen vola il giorno,
Non più del caldo Sole
L'agricoltor si duole
Ma lieto mira il Suol di grappi adorno.

Le tigri pose al carro
di SEMELE il Figliuol
E scende co'l suo stuol
Dalla montagna
Seco è l'allegro AUTUNNO
E il vario VERTUNNO
Co' Satiri e i Silvani l'accompagna.

Su'l tardo suo Giumento
Lo seguita SILEN,
E un Satiro il sostien
Perché non cada:
Ben cento Silvanetti
Scherzoso seco e danzan per la strada.

Vezzose Ninfe belle,
Ecco il BROMIO appar,
Gitelo ad incontrar,
Ché a voi ritorna:
Pane pur seco viene
Con le incerate avene,
E i grappoli gli pendon dalle corna.

Ciascuna il suo cestello
Pien d'uva porterà
Ove la Corba sta
Finch'essa è piena,
Poi tutte a franca mano
Ne ammostino il Silvano
Dopo che gliene avran carca la schiena.

Quell'Uva moscadella
Non mi toccate no,
Ché custodirla io vuò
Per la mia Bella:
So che fra gli altri tutti
I delicati Frutti,
Frutto non v'è che sia più caro a quella.

Mirate come vaga
Incontro a Bacco vien,
Nuda il bel Collo e il Sen
In vesta d'Oro:
D'Amor la Madre pare
Alle Fattezze rare,
Seguita dalle Grazie e dal Decoro.

I noccheri e i tamburi
An poi da strepitar,
Ché invitane a danzar
Quel Praticello,
Ivi son già rinate
L'erbette pascolate,
Perché lo bagna un limpido Ruscello.

PAN la Siringa amata
A i labbri accosterà
E il dolce le darà
Fiato sonoro,
E fu la molle erbetta
La Ninfa mia diletta
Guiderà i balli del silvestre Coro.

Tu CORILO gentile
De i fichi a coglier va,
Ché il Desco imbandirà
CORSICA ardita,
a ch'abbian tutti, bada,
Lagrime di rugiada,
Il collo torto e la veste sdrucita.

Due bei Mellon di SEZZA
MESSIO ne porterà,
Ei che gli Arcani fa
Del Dio di Delo:
Pesano ed an la rosa
Intatta e spaziosa,
Gettan gradito odore, e an grosso stelo.

O poi di Monte PORZIO
Vin di quattr'anni ancor,
Me'l diè del suo Signor
La ella Prole:
A un non so che mordace
Che punge sì, ma piace,
E sparge un'odor grato di viole.

Lungi dall'aspre Cure
Lieti vivrem così,
E segnerem più Dì
Con bianca pietra.
Timor Tristezza e Affanno
Fuggono donde stanno
Cuor lieto, dolci Versi e suon di Cetra.
 Document image 
PaeseGran Bretagna
LinguaItaliano
LocalizzazioneNL-DHk - Den Haag - Koninklijke Bibliotheek, Nationale Bibliotheek van Nederland
KW 756 B 3 (10)

   Scheda a cura di Giacomo Sciommeri