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Scheda numero 7144

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData certa, 1831
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessorePisani, Pietro (1761-1837; Barone)
TitoloDove in grembo a la pace
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : copia], 1831
Descrizione fisicaP. 89-100. Filigrana: non presente.
Note generaliA p. 89 in alto il nome di Scarlatti; segni di cancellature per abrasione nel testo poetico o in quello musicale alle pp. 94-95; diffusamente presenti annotazioni a matita: a p. 96 al di sotto dell'ultimo pentagramma (vedi immagini).
Titolo uniformeDove in grembo a la pace. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiMaccavino-Pisani: p. 33
Rostirolla-Scarlatti: p. 458
Hanley: p. 376
URFM
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Dove in grembo a la pace
%C-1$xFC@c 4-'2F4F/8-8F8A6Ax6G!4A!f/8-''8C'8A8F!4D!f/
2.1: (Aria, si minore, c; S,bc)
S: Versarò mille e mille calde stille
3.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Sì che voglio fuggir da invidia e scorno
4.1: (Aria, la minore, 3/8; S,bc)
S: Rosignuolo che volando
5.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Così vicino ad un ameno speco
Fa parte di25 cantate e 1 serenata (scheda n. 6642)
Trascrizione del testo poeticoDove in grembo a la pace
Tra piante ombrose e tra gradite orrore [!]
Solitudine alberga
Ivi lontano alfin da cure e d'onte
Sfogando il mio dolore
Alle belle innocenti, al pianto, al monte
Lungi da uman vestigio
E di me stesso fedele compagnia
Vò portarmi a finir la vita mia.

Versarò mille e mille calde stille
Dal tradito e mesto cor
Pagherò coi miei lumi sciolti in fiumi
Pena ria che [!] [ch'è] d'altri error.

Sì che voglio fuggir da invidia e scorno
Si vada omai lontan da soglie infide
Ch'ove piango la salma, l'alma ride.

Rosignuolo che volando
E cantando
Va da questa e [!] [a] quella fronda
Sarà meta al mio piacer.
Zeffiretti [!] che spirate [!]
Va alternando
Col rumor di lucid'onda
Sia lusinga del pensier.
Zeffiretto che spirando
Va alternando
Col rumor di lucid'onda
Sia lusinga del piacer.

Così vicino ad un ameno speco
Al susurro de' venai [!] [venti]
Alma disingannata un dì parlava
E perché rimbombava
Alle sue voci il campo,
Anche un'eco rispose a' mesti accenti,
Onde ripreso il tuono e la favella
Gridò: tu mi consigli
E [!] voce ignoti a lei [!] o mi soccorri?
A cui l'eco fedel rispose: corri.
 Document image Incipit della cantata
 Document image p. 94: esempio di cancellatura nella notazione del testo poetico, in corrispondenza della parola 'rosignuolo'
 Document image p. 96
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-PLcon - Palermo - Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, Biblioteca
Fondo Pisani - Arm. I Pis. 2(8)

   Scheda a cura di Irene Scalia