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Scheda numero 7117

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData certa, 1831
CompositoreBononcini, Giovanni (1670-1747)
PossessorePisani, Pietro (1761-1837; Barone)
TitoloSospirato ben mio
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : copia], 1831
Descrizione fisicaP. 53-64. Filigrana: non presente.
Note generaliAnnotato in alto al principio della cantata il nome "Bononcini"; sempre a p. 53 presente - oltre al consueto timbro nero riquadrato R. COLLEGIO DI MUSICA riportato su tutte le pagine dispari ad eccezione della p. 331 - un piccolo timbro rotondo ad inchiostro marrone scuro con inscritta la parola BIBLIOTECA e lungo il contorno del cerchio una stella e la dicitura CONSERVATORIO DI MUSICA "VINCENZO BELLINI" - PALERMO, che si ritrova anche alle pp. 13, 17, 49, 65, 77, 330; a p. 62 presenti segni di cancellatura per abrasione (vedi immagini).
Titolo uniformeSospirato ben mio. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiMaccavino-Pisani: p. 32
URFM
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Sospirato ben mio
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2.1: (Aria, si minore, c 3/4; S,bc)
S: Se già mai ti vissi infido
3.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Come sognar sapesti
4.1: (Aria, re maggiore, c; S,bc)
S: Io infedel Filli adorata
5.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Sarà sempre costante
6.1: Allegro (Aria, sol maggiore, c; S,bc)
S: Pria mi fulmini Cupido
Fa parte di25 cantate e 1 serenata (scheda n. 6642)
Trascrizione del testo poeticoSospirato ben mio
Dolcezza del mio core
Perché mi chiami, oh Dio,
Infedel Amatore?

Se già mai ti vissi infido
O per ombra o col pensiero
Prego il Ciel sempre severo
Contro me arrotti l'armi
E pur [!] meglio saettarmi
Prenda i dardi di Cupido.

Come sognar sapesti
Ch'io tradisca il tuo amore?
Come creder potesti
Che si consumi d'altra donna ai rai
Fatto infedel il mio costante core?

Io infedel Filli adorata
Adorata ma spietata
Se può crederlo il tuo core
Dillo Amore, dillo Amore,
Se mia fé mai s'è cangiata.

Sarà sempre costante
Sarà sempre più ardente
La mia fede il mio foco.
E se il cielo clemente
Ti desse di mia fé timor verace
Saresti, oh me felice, invero amante.
Per qualunque sventura
Estinguer non vedrai del cor la face.

Pria mi fulmini Cupido,
Mi tormenti, mi spaventi
Hor col gelo et hor col foco
Fatto giaccio [!] [ghiaccio] e reso cenere.
Se dal figlio mai di Venere
Si ribella anche per gioco
La mia fede che non cede
ti [!] fermezza a un duro scoglio.
Sì, sì, credimi o cor mio
Del tuo bel foco sol l'esca son'io.
 Document image Incipit della cantata. In alto è riportato il nome di Bononcini
 Document image p. 62
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-PLcon - Palermo - Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, Biblioteca
Fondo Pisani - Arm. I Pis. 2(5)

   Scheda a cura di Irene Scalia