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Scheda numero 7087

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreBononcini, Giovanni (1670-1747)
Autore del testo per musicaAbbate Resta
PossessoreDe Glimes, Jules (1814-1881)
DedicatarioLeopoldo (1640-1705; imperatore d'Austria)
TitoloSe bella son' io son tutta di te. | Cantata da Camera | A' Due Voci | Soprano, e Basso | Del Sig.r Giovanni Bononcini
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : copia, 18° sec.]
Descrizione fisicaPartitura (8 c. con paginazione da 1 a 16) ; obl. 220x315 mm. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeSe bella son io son tutta di te. Duetto, 2V,bc, S,B,bc, Duetto da camera op. 8
Repertori bibliograficiRISM A II: 702003007
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: Largo (Recitativo-arioso, sol minore, 3/2; S,B,bc)
S: Se bella son io
2.1: Largo (Recitativo-arioso, sol minore, c; S,B,bc)
B: Acerbissimi martiri
3.1: Andante (Duetto, sol minore, c; S,B,bc)
S: Ma in sì dolce catena
4.1: (Recitativo, c; B,bc)
B: Solo de miei contenti
4.2: Vivace (Aria, sol minore, 6/8; B,bc)
B: Sì gentil sì vaga sei
5.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Ah no, bell'idol mio
5.2: Vivace (Aria, sol minore, 6/8; S,bc)
S: Son sì amante e sì fedel
6.1: (Duetto, sol minore, c; S,B,bc)
S: Dunque così leale è la tua fé
Fa parte diDuetti da camera (scheda n. 7086)
Trascrizione del testo poeticoSe bella son io
Son tutta per te,
Più bella ferita
L’aligero Dio
De cori non fè.

Se fido son io
Son tutto per te,
Union più gradita
L’aligero Dio
De cori non fè.

Acerbissimi martiri,
Penosissimi sospiri
Il crudel soffrir mi fa.

Se non miro il tuo sembiante,
Se ti temo poco Amante
Mille guai l’empio mi da.

Ma in sì dolce catena
M’è, per la tua beltà, cara ogni pena.

Solo de' miei contenti,
Solo della gioia mia,
Turba il dolce seren la gelosia.

Sì gentil sì vaga sei,
Che dell’ombre fin pavento,
Che à turbarti anco il pensier
Non ti scendan da le sfere
Invaghiti i stessi Dei.

Ah no, bell’idol mio,
Non t’avveleni nò
Di cruda gelosia
il serpario.

Son sì amante e sì fedel
Che son ombre i tuoi timori,
Altro bel non fia che odori
Nè abbagliar questi miei lumi,
Lascerei da’ stessi numi
Se scendessero dal Ciel.

Dunque così leale è la tua fè;
Per serbarti o mio bene eterno affetto
Io bramerei d’aver più cori in petto.

Dunque così costante è la tua fè;
Per potermi a’ tuoi rai strugger appieno
Io bramerei d’aver cent’alme in seno.
 Document image Frontespizio e Titolo © Bruxelles - Conservatoire Royal, Bibliothèque
 Document image © Bruxelles - Conservatoire Royal, Bibliothèque
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneB-Bc - Bruxelles - Conservatoire Royal, Bibliothèque
581/1

   Scheda a cura di Giuseppe Migliore