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Scheda numero 6602

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1732
CompositoreMancini, Francesco (1672–1737)
TitoloDel Sig.r Fran.co Mancini
PresentazionePartitura
PubblicazioneCopia, [1700-1732]
Descrizione fisicaC. 67r-74v (olim c. 95r-102v). Filigrana: Quadrupede non meglio identificato in campo cerchiato.
Titolo uniformeÈ nobil vanto del bendato arciero. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiSBN: IT\ICCU\MSM\0082578
Wright-Mancini: p. 345, n. 72
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, fa maggiore, c)
È nobil vanto del bendato arciero
2.1: Un poco And.e (Aria, do maggiore, 3/8)
Anche in cielo il dio di Delo
3.1: (Recitativo, sol maggiore, c)
Quindi comprender puoi cara mia vita
4.1: Largo (Aria, re minore, c)
Nel mirare il mio fiero destino
5.1: (Recitativo, do maggiore, c)
Ma se ubbidir non sdegna il magnanimo
6.1: All.o (Aria, re minore, 2/4)
S'è giusto il mio desio
Fa parte diComposizioni vocali profane (scheda n. 6484)
Trascrizione del testo poeticoÈ nobil vanto del bendato arciero
Qual monarca sublime
Regger solo dell’alme il vasto impero
Ma preggio assai più degno
È d’un eroico cor di donna amante
Regger la stuol vagante
Dell’intensi desiri e degl’affetti
Frenar l’audace volo
E fra diversi oggetti
Sol compiacersi nell’idea d’un solo
Onde bell’idol mio chiara si rende
Questa d’amor che a bene amar insegna
Prima legge amorosa
Che di beltà vezzosa
Un solo affetto ogn’or sia norma e guida
E a un solo core un solo amore arrida.

Anche in cielo il dio di Delo
Se una face solo accende
Ei si rende
Coronato di splendori.
Ma se luce così bella
Ei divide ad ogni stella
Perde il lume e si confonde
Poi precipita nell’onde
Tutto asperso di pallori.

Quindi comprender puoi cara mia vita
Ben diversi i tuoi vanti
Tu di due cori amanti
Gl’amorosi tributi
Ogn’ora accogli ed anche a me disciogli
Avanzo illustre degli altrui contenti
D’un amante pietà qualche favilla
Ma di picciol scintilla
Di soave conforto
Come sperar poss’io ne miei tormenti
La sospirata gioia al cor che geme
Se di rivali angoscie
Semiviva rimane ogni mia speme.

Nel mirare il mio fiero destino
Morire mi sento di puro dolor.
Se bersaglio del nume bambino
Del suo genio mi rende rigor.

Ma se ubbidir non sdegna il magnanimo
Tuo invitto core ai precetti d’amore
Che preseriva ad un’alma un solo affetto
E scieglierti pur vuoi
Con più sagace impegno
Un amator fra noi che sia ‘l più degno
Vieni ed aprimi il petto
E scorgerai nella mia pura fede
Che di stabil virtude ogn’altra eccede.

S’è giusto il mio desio
Solo da te vogl’io essere amato.
E solo a te prometto
Serbar tutto l’affetto
Di questo fido core innamorato.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
33.3.32(12)

   Scheda a cura di Manuela dell’Olio