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Scheda numero 626

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1750
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloO voi di queste selve abitatrici
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : , 1700-1750
Descrizione fisicaC. 79r - 87v. Filigrana: non rilevata.
Note generaliL'alternanza Recitativo / Aria è indicata nella fonte.
Titolo uniformeO voi di queste selve abitatrici. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 501
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, C)
S: O voi di queste selve abitatrici care ninfe gentili
2.1: Adagio (Aria, fa minore, 3/4)
S: Povera Irene, a crude pene
2.2: Adagio (Aria, fa minore, 3/4)
S: Credesti Amante fido
3.1: (Recitativo, c)
S: Se voi di me qualche pietà sentite
4.1: Lento (Aria, mi minore, C)
S: D'amor l'acerbe pene come le prova Irene
4.2: Lento (Aria, mi minore, C)
S: Un'alma che sa amare
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 573)
Trascrizione del testo poeticoO voi di queste selve abitatrici
Care ninfe gentil udite Lidio
Il vago pastor che qui sovente
L’orme de le mie piante
Seguir vedeste qual mio fido amante
Quel ch’a un solo girar di sue pupille
D’Amor m’accese al cor dolci faville
Quel ch’ognora giurommi Amore e fede:
Quello sì mensognier, spergiuro, infido
Arde di Fille al foco e in questo lido
A me tradita abbandona ed io qui intanto
Resto oppressa dal duolo in mar di pianto:

Povera Irene
A crude pene
Or ti condanna
Un infedel.
Credesti Amante
Fido e costante
Un cuor che inganna
Empio e crudel.

Se voi di me qualche pietà sentite
Amiche ninfe e belle udite udite
Quel mostro d’empietà, quel cuore infido
Pria di tradirmi spesso a me dicea
Per te mia bella Irene ardo e sospiro
Solo per te respiro
Per te quest’alma o cara,
Serba fede d’Amore eterne tempre:
Te sola adoro e adorerò per sempre.
Così dicea l’ingrato
E pure oh Dio spergiuro al Dio d’amore
Al mio cor traditore
Mi schernì mi lasciò con l’empia frode
Che Irene piange e la sua Fille or gode.

D’Amor l’acerbe pene
Come le prova Irene
Non v’è ch’il può pensar.
Un’alma che sa amare
Si sente uscir di vita
Se avvien che sia tradita
Da un cor che sa ingannar.
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PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Rsc - Roma - Biblioteca del Conservatorio "S. Cecilia"
G Ms 383 (11)

   Scheda a cura di Chiara Mastromoro