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Scheda numero 6239

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1730
CompositoreMancini, Francesco (1672–1737)
TitoloSerenata Del Sig. Franc.o Mancini
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : copia, 1700-1730]
Descrizione fisicaPP. 78-94. Filigrana: non rilevata.
Note generaliIl titolo si ricava dall'intestazione a p. 78 pur essendo parzialmente corrotto a causa della rifilatura. Copista A.
Titolo uniformeGià degl'astri il monarca. Serenata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiMaccavino-Pisani: p. 61
Wright-Mancini: p. 355, n.91
URFM
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Già degl'astri il monarca
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2.1: (Aria, c; S, bc)
S: Tu riposi in sù le piume
3.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Ahi Clori mio bel nume
4.1: (Aria, 3/8; S, bc)
S: Mira o bella chi t'adora
5.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Lascia o cara il riposo
6.1: Minuetto (Aria, 3/8; S, bc)
S: L'aria dolce del tuo viso
6.2: 2a Strofa (Aria, 3/8; S, bc)
S: I tuoi lumi od'io tutt'ardo
7.1: (Recitativo, c; S, bc)
S: Così dicea l'innamorato Adone
8.1: (Aria, c 3/8; S, bc)
S: Se tu m'ami mio ben
Fa parte diCantate di diversi autori (scheda n. 6219)
Trascrizione del testo poeticoGià degl’astri il monarca
Finito haveva il luminoso giro
Quando il misero Adone
Non potendo soffrir più pene al core
Diedi piglio alla cetra
Ed intanto a toccar le dolci fila
Con Amorosi accenti
Fé che Clori sentisse i suoi lamenti:

Tu riposi in sù le piume
Ed io peno a tutte l’hore
Fo di pianti un largo fiume
Ne pur basta al tuo rigore

Ahi Clori mio bel nume
E vorrai o crudele
Ch’io meni i giorni miei da pena in pena
Se essendo tu pietosa
Toglier sola mi puoi la doglia ascosa
Dunque per troppo amarti
Perché sicura sei dell’amor mio
Perciò col tuo sembiante
Procuri di trovar più fido amante.

Mira o bella chi t’adora
E poi siegui à non amar
Ben vedrai che questo core
Invaghito del tuo amore
Ogni volto sa sprezzar.

Lascia o cara il riposo
A se cred’il dolor che l’alma affligge
Già che con dolci sguardi
Ferir tu la sapesti
Con dar la pront’aita
Sappi ancora sanar l’aspra ferita.

L’aria dolce del tuo viso
L’alma mia può risanar
Solo un vezzo solo un viso
Può dar bando al rio penar.

I tuoi lumi od’io tutt’ardo
Dan conforto al mio dolor
Solo un cenno solo un guardo
Torn’in vita questo cor.

Così dicea l’innamorato Adone
E già di nozza notte
Sofferto havria i gelidi rigori
Se la sua bella Clori
Nel mentre che sentì l’ultimo addio
Soggiunto non havesse

Se tu m’ami mio ben t’adoro anch’io.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-PLcon - Palermo - Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, Biblioteca
Fondo Pisani - Arm. I Pis. 5(7)

   Scheda a cura di Sebastiano D’Ippolito Tamburo