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Scheda numero 602

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica a stampa
DataData incerta, 1700-1750
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloIn bel sonno profondo
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : , 1700-1750
Descrizione fisicaC. 56v - 66r. Filigrana: non rilevata.
Note generaliL'alternanza Recitativo / Aria è indicata nella fonte.
Titolo uniformeIn bel sonno profondo. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 322
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, C)
S: In bel sonno profondo Amor dormiva
2.1: Lento (Aria, sol maggiore, 12/8)
S: Cara Irene vaga e bella
2.2: Lento (Aria, sol maggiore, 12/8)
S: Coi tuoi sguardi vibri dardi
3.1: (Recitativo, 12/8)
S: Tra così dolci sguardi
4.1: (Aria, fa maggiore, 3/8)
S: Quel canto tuo sereno
5.1: (Recitativo, C)
S: E all’armonia che ascolto
6.1: Andante (Aria, si minore, C)
S: Se miro il tuo bel volto
6.2: Andante (Aria, si minore, C)
S: Se poi tua voce ascolta
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 573)
Trascrizione del testo poeticoIn bel sonno profondo Amor dormiva
e riposava il mondo
quando con la sua dolce melodia
cantò la bella Irene,
e svegliandosi Amore
prese dardi a scoccar stringer catene
Aminta allor vinto dal suo martire
Ahimè, le disse, non cantar, che fai?
Dunque ancor tu non sai
ch’è sol trionfo tuo ed è tuo vanto
di svegliar sempre Amor col tuo bel canto?

Cara Irene vaga e bella
il tuo canto è dolce incanto
che fa l’alme innamorar.
Coi tuoi sguardi vibri dardi
la tua bocca dardi scocca
con un dolce saettar.

Tra così dolci sguardi,
ed armonie si belle io mi confondo
che i tuoi dolci concerti
a me sembran catene,
e le luci dilette
par che gettino sguardi e saette.

Quel canto tuo sereno
quell’occhio tutto ardor
è laccio a questo seno
è strale a questo cor.

E all’armonia che ascolto
sol può far paragone il tuo bel volto
che amor per tormentarmi,
se del tuo volto all’armi
del bel canto soave i preggi accoppia
ahi lasso al mio penar raddoppia.

Se miro il tuo bel volto
vi miro un certo brio
ch’il povero cor mio
non può lasciar d’amar.
Se poi tua voce ascolta
vi sento un certo ardore
che il povero mio core
si strugge in sospirar.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Rsc - Roma - Biblioteca del Conservatorio "S. Cecilia"
G Ms 383 (8)

   Scheda a cura di Chiara Mastromoro