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Scheda numero 593

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1750
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloQueste torbide e meste onde
PresentazionePartitura
Pubblicazione[S.l. : , 1700-1750
Descrizione fisicaC. 32v-41r. Filigrana: non rilevata.
Note generaliL'alternanza Recitativo / Aria è indicata nella fonte.
Titolo uniformeQueste torbide e meste onde. Cantata, 1V,bc, S,bc
Repertori bibliograficiHanley: 614
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, C)
S: Queste torbide e meste onde ch'al mar sen vanno
2.1: Andante (Aria, re minore, c/)
S: Da pensiero va in pensiero
2.2: Andante (Aria, re minore, c/)
S: E m'avveggo mentre spero
3.1: (Recitativo, C)
S: Qui dunque o bella Nice
4.1: (Aria, sol minore, 12/8)
S: Permetti ch'almeno ti senta con pace
4.2: (Aria, sol minore, 12/8)
S: Né render fallace la speme che in seno
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 573)
Trascrizione del testo poeticoQueste torbide e meste
Onde ch’al mar sen vanno
Nice l’onde son queste
fide compagne al mio crudele affanno
Qui rimembro solingo
Al dolce suon de liquefatti argenti
Quante volte accordai teneri accenti
Qui mi rammento, ahi lasso?
Meco la vaga bocca aprendo al riso
Quante volte specchiasti il tuo bel viso
Là su quel nudo sasso
Dico: Nice il mio ben lieta sedea
Qui il bel piè si tergea
E in ogni parte incanto?
Mentre il dolor lusingo
Trovò oggetti di pena idee di pianto.

Da pensiero va in pensiero
Il mio cercando pace
Ma non trova mai ristoro.
E m’avveggio mentre spero
Lo sperar quant’è fallace
Se lontano è il mio tesoro.

Qui dunque o bella Nice
Nice di questo cor conforto e pena
Pensa ch’un infelice
Per te vive in catene
Ricordati che fido ogn’or t’aspetta
E che più non diletta
D’augelli il canto el mormorio dell’onde
Rammentati una volta
Che qui solo confonde
Or che Zefiro i suoi sospiri ardenti
Or col Ruscel che fugge
Le lagrime cadenti,
E mentre il cor si strugge
Pensando al volto, al crine, al labro, al seno
Vieni sensi e vedimi o Dio morire almeno.

Permetti ch’almeno
Ti senta con pace
Rispondere addio
Se addio ti dirò.
Né render fallace
La speme che in seno
Conserva il cor mio
Che tanto t’amò.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Rsc - Roma - Biblioteca del Conservatorio "S. Cecilia"
G Ms 383 (5)

   Scheda a cura di Chiara Mastromoro