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Scheda numero 5605

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1720
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloN. 18 / L'Arianna. Cantata a Voce sola Del sig: Alessandro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia di varie mani, 1700 - 1720]
Descrizione fisicaC. 138-289 [olim 95-102]. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeDove alfin mi traeste. Cantata, 1V,1str, S,bc, L'Arianna
Repertori bibliograficiHanley: n. 209, p. 198
SBN: IT\ICCU\MSM\0086968
RISM A II: 850020770
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: Lento (Recitativo, c)
Dove alfin mi traeste
2.1: (Aria, si minore, c)
Son pur ridotta a piangere
3.1: (Recitativo, c)
Idra troppo infedel germana iniqua
4.1: Andante (Aria, sol minore, c)
Uccidetelo divoratelo
5.1: (Recitativo, c)
Maledetto quel filo
6.1: Andante moderato (Aria, do minore, c3/8)
Torna ad amar mio ben
Fa parte diComposizioni vocali da camera (scheda n. 6420)
Trascrizione del testo poeticoDove alfin mi traeste
Impeti del destin stelle inumane
Dove vanno a cadere
L'alte glorie di Creta?
E dove han fine
Le lusinghe d'un empio?
Ah Teseo senza fede
Crudele mentitor barbaro ingrato?
Dunque su queste spiagge
Abbandonata e sola
Perirà questa salma?
Ma rammentati infido
Ch'al paterno mio suol tu m'involasti
E Arianna delusa alfin lasciasti.

Son pur ridotta a piangere
Per te mostro crudel.
Oh dio né posso frangere
Col pianto il tuo rigore
Né men del mio dolore
Non ha pietade il ciel.

Idra troppo infedel germana iniqua
De miei più cari amplessi
Usurpatrice indegna
Sono mie quelle bellezze
Che ad onta del mio cor empia tu godi.
Ma ti sovvenga ancora
Che quel seno che stringi
Non è d'uomo terren petto è di fera
E allor che pensi posseder le gioie
D'amorose ritorte
Sapratti in seno dominar la morte.

Uccidetelo
Divoratelo
Furie barbare
D'empietà
Non ha da vivere
Quel cor si perfido
Se pria non vomita
L'infedeltà.

Maledetto quel filo
Che t'apprestai crudel. T'avesse almeno
Dove io già ti sottrassi il mostro ucciso
Ma non ch'io non potrei
Più mirar quel sembiante
Che ad onta del destino
Pur d'abbracciare io spero
Riedi Teseo mio ben scusa l'errore
Che i deliri del cor condona amore.

Torna ad amar mio ben,
Tornami pur in sen
Placata io sono.
Sì, riedi torna a me
Su su su su
E non tradirmi più
Ch'io ti perdono.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
34.5.12 (olim Cantate 266) (57)

   Scheda a cura di Francesca Muccioli