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Scheda numero 4621

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta,
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreCecchini Pacchierotti, Giuseppe (1805-1866)
PossessoreRolandi, Ulderico (1874-1951)
TitoloQui vieni ingrata Fille / [Alessandro Scarlatti]
PresentazionePartitura
Pubblicazione[s.l. : copia, 1761-1790]
Descrizione fisica1 partitura (c. 95r­‐98v). Filigrana: LM sormontata da un uccello.
Note generaliLa cantata è la ventinovesima della raccolta manoscritta. Nome dell'autore dal frontespizio dell'intero manoscritto.
Titolo uniformeQui vieni ingrata Fille. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliografici
BibliografiaHanley: 621.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Qui vieni ingrata Fille
2.1: (Aria, la minore, c)
Ah t'inganni la tempesta
3.1: (Recitativo, c)
Chi ti par non confonde
4.1: Adagio (Aria, sol minore, c)
Rispondi almen crudel
Fa parte diCantate per soprano (scheda n. 4551)
Trascrizione del testo poeticoQui vieni ingrata Fille
Qui meco assisa a favellar ti voglio
Volgi là le pupille
Là dove in duro scoglio
Urta fremendo ognor l'onda in tempesta,
Osserva come desta
Le sue furie rabbiose il vento irato
E nel mare agitato
Mira disperse e sparse
Arbori, tronchi e vele,
Infrante e sarte vedi
Senza governo il pino abbandonato
E il nocchier naufragato
E in questa parte, e in quella
Crescer l'aria procella
E con suo moto infido
So che allora dirai
Par che si cerchi il mare un altro lido.

Ah t'inganni la tempesta
Spinge il mar fuor del suo lido
Ma non resta
Lungi mai da quelle arene
E se a forza lo trattiene
Il furor del vento infido
Poi vi porta
L'onde placide e serene.

Che ti par non confonde
Il tuo genio incostante
La rara fedeltà pur di quell'onde,
So ben che ti trasporta
Un vezzo lusinghiero, un guardo, un riso
So che un tenero viso
Urta la tua costanza,
E che vaga sembianza
Mette in fiero tumulto
I tuoi pensier d'amore un tempo
E pura fede adorni
Ma poi perché non torni
De' nostri amori all'innocente lido
Ove sai che t'aspetta un cor sì fido.

Rispondi almen crudel
Dimmi sono infedel ch'io ti perdono
Parte del mio gioire
Sarà l'udirti dire ingrata sono,
È ver di me
Ri puoi doler
Che infida sono.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Vgc - Venezia - Biblioteca della Fondazione Giorgio Cini
Fondo Rolandi - senza segnatura(29)

   Scheda a cura di Giulia Giovani