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Scheda numero 4098

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1720
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloDove fuggo a che penso
PresentazioneNon applicabile
Pubblicazione[Napoli : copia, 1700-1720]
Descrizione fisicaC. 31r-42v ; 205-220x275-280 mm. Filigrana: non rilevata.
Note generaliTit. dall'incipit a c. 31r; le arie 2.1, 4.1 e 6.1 sono seguite da un ritornello strumentale; per l'attribuzione a Scarlatti v. Rep. Bibl.
Titolo uniformeDove fuggo a che penso. Cantata, 1V,2str, S,vl,bc
Repertori bibliograficiSBN: IT\ICCU\MSM\0086986
Hanley: n.212
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: Presto (Recitativo, c; S,vl,bc)
S: Dove fuggo, a che penso ove m’ascondo
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2.1: Adagio (Aria, mi minore, c; S,vl,bc)
S: Se agitata da le pene
3.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Crudo Fileno ingrato
4.1: (Aria, sol minore, c; S,vl,bc)
S: La memoria d’un ingrato
5.1: (Recitativo, c; S,vl,bc)
S: A voi balze romite
6.1: Largo (Aria, fa diesis minore, 3/4; S,vl,bc)
S: Povera Clori tal’or dirò
7.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: Insegnatemi o mostri
8.1: Adagio (Aria, mi maggiore, c/; S,vl,bc)
S: Ne le selve tra le belve
Fa parte diComposizioni vocali profane (scheda n. 4093)
Trascrizione del testo poeticoDove fuggo, a che penso ove m’ascondo
Tormentoso e se vero
Mi segue il mio pensiero
Ogni oggetto che miro
Mi vi esce d’orrore
Palpita in seno il core
E mi sveglia nel alma un duol profondo
Dove fuggo a che penso ove m’ascondo.

Se agitata da le pene
Io rivolgo un guardo al rio
Mi sovviene
Che quell’onda è pianto mio
Se a le rupi io volgo il passo
Mi rammento quel tormento
Sia l’amore un cor di sasso. Siegue

Crudo Fileno ingrato
È questa la mercede
Che si deve agl’ardori
De la tua fida Clori
Tante lagrime sparse
Per te tanti sospiri
Per te tanti martiri
Del core affanni eterni
Hanno al fin meritato ingiurie e scherni.

La memoria d’un ingrato
Deh mi togli oh crudo arcier.
Già che vuole un empio fato
Ch’io mi scordi di goder. Siegue

A voi balze romite
Solitudini amate
a voi ricorro in voi
il ristoro bramato
Spera il core agitato
Che almen fra i vostri orrori
Su i labri d’uno speco
Qualche pietà ritroverò da un eco.

Povera Clori tal’or dirò
L’eco pietosa risponderà.
Poveri amori esclamerò
Voce dogliosa replicherà. Da capo

Insegnatemi o mostri
Dove l’antro più cupo
Serve a voi di ricetto
Che lungi al mio tiranno
Del vostro orrore io mi farò diletto
E se avvien che talora
Un pellegrino errante
Un disperato amante
Qui vi rivolga i passi
Io così scriverò sui vostri sassi. Siegue sub.to.

Ne le selve tra le belve
Pastorella che tradita
La sua vita Finirà.
Passaggiero [sic] impara impara
Quanto è cara quella fede
Ch’ha mercede quant’è amara se non l’ha. Da capo Fine
Risorse di rete Scheda e immagini in Internet Culturale
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
34.5.11 (5)

   Scheda a cura di Francesca Muccioli