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Scheda numero 4016

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1700-1730
Autore incertoScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloQuando Lidia amorosa
PresentazionePartitura
PubblicazioneCopia
Descrizione fisicaC. 100-107v. Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa fonte è adespota. Hanely ipotizza un'attribuzione a Scarlatti in quanto è inserita in un gruppo di cantate sicuramente scarlattiane. Non esistono concordanze. Sulla fonte l'indicazione di tempo in 3.1 è segnata c8/12.
Titolo uniformeQuando Lidia amorosa. Cantata, 1V,1str., S,bc
Repertori bibliograficiHanley: p. 415 n. 592
SBN: IT\ICCU\MSM\0081285
RISM A II: 850018682
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
Quando Lidia amorosa
2.1: Amoroso largo (Arioso, 3/2)
Deh mia dea ristor'un sol dì questo core
3.1: (Aria, do minore, c12/8)
Astri barbari non più rigidi
4.1: (Recitativo, c)
Ma chi creduto avrebbe
5.1: (Aria, fa maggiore, c)
Ingannarmi tradirmi sprezzarmi
6.1: (Recitativo, c)
Ah bella io pur t'adoro
7.1: (Arioso, c)
Empi lumi v'ingannate
8.1: (Recitativo-arioso, c)
Ma con chi parlo ahi lasso
9.1: (Arioso, c)
Sì non voglio un cor di scoglio
10.1: (Arioso, 3/4)
Ridono i tuoi bei lumi
Fa parte diComposizioni vocali profane (scheda n. 1221)
Trascrizione del testo poeticoQuando Lidia amorosa
Premio di fede al mio dolor darai?
Or che d'Amor trafitto
Semivivo ai tormenti
Moro quasi farfalla ai tuoi bei rai
Né con quei sì tiranni
Vuoi tu placar del mio penar gl'affanni.

Deh mia dea
Ristoro un sol di questo core
Che more per te
A che dirmi infida
Dì sì s'a momenti
Mi nieghi mercè.

Astri barbari
Non pù rigidi
Troppo infausti
Al mio penar.
Occhi belli
Stelle care
Deh cessate
Di saettar.

Costanza cor mio
S'io peno per te
A tuoi sì idol mio
Coraggio di fé.

Astri barbari...
Occhi belli....

Ma chi creduto avrebbe
Che dentr'un Paradiso
D'Angelica bellezza
Albergasse nel sen tanta fierezza.

Ingannarmi tradirmi sprezzarmi
Empia tigre dimmi perché
E' delitto l'affetto
D'un petto d'amante costante
Che more per te.

Ah bella io pur v'adoro
Io pure idolatra fedel
Del son del tuo nome
E tu m'abborri e tu mi sdegni
Ah cruda dove dove
E il sì che mi dicesti
La fé che mi giurasti.

Empi lumi v'ingannate
Se pensate
D'esser faci al mio morir.
I miei torti a vendicar
Bramo sì con novo ardir.

Ma con chi parlo ahi lasso
Chi le mie doglie ascolta
A chi chiedo pietà chi mi soccorre

Sì non voglio
Un cor di scoglio
Seguir mai più
Né amar quel sì che rio mi fu.

Ridono i tuoi bei lumi et io mi moro.
 Document image 
Risorse di rete Scheda e immagini in Internet Culturale
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
34.5.7(45)

   Scheda a cura di Teresa M. Gialdroni