Logo Clori Logo Clori Logo SIdM

Scheda numero 33

Livello bibliograficoMonografia
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1861-1862
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
TitoloL'Arianna Cantata / Del Sig.r Cav.e Alessandro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1861-1862]
Descrizione fisica1 partitura (9 c.) ; 228x292 mm. Filigrana: Corno sorretto da nastro entro cerchio doppio. D. Giovanni G. Di Minori, sormontata da croce di Malta e data 1861. Giglio inscritto in un cerchio doppio.
Note generaliTit. dall'intitolazione a c. 1r; ultima p. vuota
Titolo uniformeDove alfin mi traeste. Cantata, 1V,1str, S,bc, L'Arianna
Repertori bibliograficiHanley: 209
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
S: Dove alfin mi traeste
%C-1@c ''8DC'B''6CD'4GG/''8G6bEE8DE4C8EE/
2.1: (Aria, si minore, c)
Sono pur ridotta a piangere
3.1: (Recitativo, c)
Idra troppo infedel
4.1: And:te e Spiri.so (Aria, sol minore, c)
Uccidetelo divoratelo
5.1: (Recitativo, c)
Maledetto quel filo
6.1: And.te Moderato (Aria, do minore, 3/8)
Torna ad amar mio ben
Trascrizione del testo poeticoDove alfin mi traeste
Impeti del destin stelle inumane
Dove vanno a cadere
L'altre gloria di Creta
E dove alfine le lusinghe d'un empio
Ah Teseo senza fede
Crudele mentitor barbaro ingrato
Dunque su queste spiaggie
Abbandonata e sola
Perirà questa salma
Ma rammentati infido
Ch'al paterno mio suol tu m'involasti
E Arianna delusa alfin lasciasti.

Sono pur ridotta a piangere
Per te mostro crudel.
Oh Dio né posso frangere
Col pianto il tuo rigore
Nemmen del mio dolore
Non ha pietade il ciel.

Idra troppo infedel germana iniqua
De' miei più cari amplessi
Usurpatrice indegna
Mie son quelle bellezze
Che ad onta del mio cor empia tu godi
Ma ti sovvenga ancora
Che quel seno che stringi
Non è d'uom terren petto è di fera
E allor che pensi posseder le gioie
D'amorose ritorte
Saprotti in seno vomitar la morte.

Uccidetelo
Divoratelo
Furie barbare
D'empietà.
Non ha da vivere
Quel cor sì perfido
Se pria non vomita
L'infedeltà.

Maledetto quel filo che t'apprestai
Crudel t'avesse almeno
Dove io già ti sottrassi il mostro ucciso
Ma no ch'io non potrei
Più mirar quel sembiante
Che ad onta del destino
Pur d'abbracciar io spero
Riedi Teseo mio ben pensa l'errore
Che i deliri del cor condona amore.

Torna torna ad amar
Mio ben tornami pur
In sen placata io sono
Sì sì riedi a me su
E non tradirmi più
Ch'io ti perdono.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Mc - Milano - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi"
Fondo Noseda - L.22.26

   Scheda a cura di Raffaele Deluca e Gabriele Gamba