Can.ta del Vivaldi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Par che tardo oltre il costume
Oggi scenda al mar d’Atlante
Il bel Dio che col suo lume
E la terra e il ciel rischiara.
Ed intanto il core amante
Cui l’occaso appresta un bene
Trova il duol nella sua spene
E a soffrir godendo impara.
Par che tardo oltre il costume...
Quando tu d’Anfitrite
In grembo giacerai, celeste Auriga,
Io della bella Clori
In grembo goderò felice amante.
Di tante pene e tante
Per lei sofferte avrò dolce ristoro
De’ miei sospir, del duol, del lungo pianto.
Deh a dar pace al mio core
Affretta, o sol, affretta il corso alquanto.
Allor che in cielo
Notte il suo velo
Distenderà,
In braccio a Clori
De’ miei dolori
Ristoro avrò.
De’ scorsi affanni
Amori i danni
Compenserà
E la mia fede
Dolce mercede
Ritroverò.
Allor che in cielo...
Collocazione
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore