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Scheda numero 2689

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1731
CompositoreVivaldi, Antonio (1678-1741)
TitoloCantata / Del Vivaldi
PresentazionePartitura
Pubblicazione[s.l.] : autografo, [1731]
Descrizione fisica1 partitura ; cc. 6-9. Filigrana: non rilevata.
Titolo uniformeGeme l'onda che parte dal fonte. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiRyom-Verzeichnis: RV 657
Ryom-Foà: p. 67
Fragalà-Colturato: p. 154
BibliografiaVivaldi-RV657. Folena-Vivaldi. Talbot-Vivaldi: pp. 140-142. Dunham.
Descrizione analitica1.1: Andante (Aria, do maggiore, c; S,bc)
Geme l'onda che parte dal fonte
2.1: (Recitativo, c; S,bc)
Ah ch'un immensa doglia
3.1: Allegro (Aria, do maggiore, c; S,bc)
Deh non partir sì presto
Fa parte diCantate Tomo I (scheda n. 2687)
Trascrizione del testo poeticoGeme l'onda che parte dal fonte,
Langue il fiore che il sole non vede,
E in la valle, nel prato e sul monte
Sempre in pianto ora parte, ora riede
Usignol che l'amante perdé.
Ma non geme, non langue, né piange
Quell'augello, quel fior e quell'onda
Come il cor che nel petto si frange,
Come l'alma cui duolo circonda,
Caro Tirsi lontana da te.
Geme l'onda che parte dal fonte...

Ah ch'un immensa doglia
Tutta mi sfugge in pianto
E non so come questa
Ch'in te sol vive alma d'amor ferita
Lungi dagl'occhi tuoi rimanga in vita.
So ben che se la speme
Di ritornar a vagheggiarti ancora
Non tempra neun dolor così inumano,
Ciò che non fece il duol farà la mano.
Che men fiero sarebbe e rio martire
Una volta morir che ogn'or languire.

Deh non partir sì presto
Conforto del mio cor,
Ristoro al mio penar, cara speranza.
Serbami al mio diletto
In onta a quel dolor,
Che tenta d'atterrar la mia costanza.
Deh non partir sì presto...
Risorse di rete Internet culturale: digitalizzazione completa
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Tn - Torino - Biblioteca Nazionale Universitaria, sezione musicale
Fondo Foà - Foà 27(2)

   Scheda a cura di Giulia Giovani