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Scheda numero 2046

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1689-1692
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
CopistaAngelini, Antonio Giuseppe
TitoloSinfonia avanti la cantata / del Sig:r Ales.ro Scarlatti
PresentazionePartitura
PubblicazioneRoma : copia di Antonio Gioseppe Angelini, (1689-1692)
Descrizione fisica1 partitura. Filigrana: non rilevata.
Note generaliFa parte di un manoscritto che contiene cantate copiate tra il 1689 e il 1692. ne esiste anche una copia datata 1693 (I-Nc, 33.4.9/Cantate 260). Exlibris: "Ex bibliotheca Dr. Fr. Chrysander"
Titolo uniformeCorrea nel seno amato. Cantata, 1V,3str, S,2vl,bc
Repertori bibliograficiRISM A II: 450015556
BibliografiaHanley. Marx-Watanabe.
Descrizione analitica1.1: (Sinfonia, si bem. maggiore, c)

1.2: Balletto (Sinfonia, si bem. maggiore, c)

2.1: (Recitativo-arioso, si bem. maggiore, c)
Correa nel seno amato
2.2: (Recitativo-arioso, c)
Stanche al fin le sue membra
3.1: Largo (Aria, si bem. maggiore, 3/2)
Ombre opache, che il chiarore
4.1: (Recitativo, c)
Eurilla, anima mia
5.1: (Ritornello, do minore, 3/8)

5.2: (Aria, do minore, 3/8)
Fresche brine, che pietose
5.3: (Ritornello, do minore, 3/8)

6.1: (Recitativo, c)
Piante insensate e fide
7.1: Andante (Aria, re minore, c)
Idolo amato
8.1: (Recitativo-arioso, c)
Ma voi, occhi dolenti
9.1: Largo (Aria, sol minore, c)
Onde belle, che pietose
10.1: (Recitativo-arioso, c)
Eurilla, anima mia
11.1: Grave (Recitativo, si bem. maggiore, c)
Volea più dir Daliso
Fa parte diCantate da camera (scheda n. 2045)
Trascrizione del testo poeticoCorrea nel seno amato
Ver l'occidente frettoloso il sole
E con fiamme brillanti
Il suo carro stellato
Già rivolgeva al mare il pigro Arturo
E la notte serena
L'ombre fugando a fiaccole di stelle
Mostravasi a mortal fra le più belle.
Rosseggiante nel viso
Sorgea tutta ridente
Dal letto pastoral la bianca dea
E con raggio lucente
Nelle porpore sue mostrava Amore,
Quante fiamme ascondea per un pastore.
Et era il tempo appunto,
Che nel grembo de fiori
Ringiovenisce l'anno
Per le gioie dei cori,
Quando il vago Daliso
Posando il fianco afflitto a pie' d'un sasso,
Dal di cui mezzo inciso
Mormorando scorrea fontana algente,
Sfogando i suoi martiri
In lacrime e sospiri,
Solo fra muti horrori,
Mentre a tutti s'asconde,
Pianti e sospiri confondea con l'onde.
E l'umidette guancie
Di perle lagrimose,
Che dal cor distillava il suo dolore,
Tergea tutto pietà spietato Amore.
Stanche alfin le sue membra
Dal lungo raggirarsi in seno all'erbe
Martire sol d'amore
Fissando i lumi al cielo
Così con l'aure e'l vento
Sfogava singhiozzando il suo tormento:

Ombre opache, che il chiarore
Della luce m'ascondete,
Se pur sete del dolore
Fide amiche, hor che il desio,
Deh, piangete al pianto mio.

Eurilla, anima mia,
Gioia delle mie pene,
Se ten' vai, morirò, caro mio bene.
Deh, piangete pur meco
A si dure novelle,
Per pietà ve lo chiedo, amiche stelle.

Fresche brine, che pietose
Ravvivate queste rose
E baciate il lembo à i fior.
Deh, cadete e pallidette
Trasformate in lagrimette,
Sol piangete al mio dolor.

Piante insensate e fide,
Ch'ai pennuti cantor fermate il volo,
Al dolor, che m'uccide,
Stillate sol di mirra humor nel suolo
Et or, che parte Eurilla,
Meco tutte piangete
Il perduto diletto,
Quando lieta e ridente
Col raggio bel dell'adorato viso
Solea quivi recarci il Paradiso.

Idolo amato,
Tormento del core,
Se rigido fato
Tradisce il mio amore
Soffrisco il dolore
Ascondo le pene
Della tua lontananza, amato bene.

Ma voi, occhi dolenti,
Ditemi, che farete,
Quando privi sarete
Delle bellezze sue sempre ridenti?
Ah, Daliso infelice,
Intendi il tuo destino,
Sai ciò, che vuole Amore,
Ch'arda in fiamma di duolo e pianga il core.

Onde belle, che pietose
Questi prati rinfrescate,
Ascoltate e dolorose
Con lugubre mormorio,
Deh, piangete al pianto mio.

Eurilla, anima mia,
Deh, vieni a pianger meco,
O bella, agl'occhi miei luce adorata,
Hor che la mia speranza è disperata.
Ma, vanne pur felice,
Dove ti guida il fato, Eurilla mia.
E se fortuna ria
Non dal cor, ma dagl'occhi
Allontana il mio bene,
Benché ne senta pene
Godo del tuo gioire e bramo solo
Per stabilir l'amore,
Che di me rimembranza abbi nel core.
Vanne lieto, mio core,
Che sempre fido amante
Io ti accompagnerò col pianto mio.
Eurilla, anima mia, Eurilla addio.

Volea più dir Daliso,
Ma punto d'improviso
Dall'immenso dolore
Cadde svenuto, indi lo pianse Amore.
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PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneD-Hs - Hamburg - Staats und Universitätsbibliothek Carl von Ossietzky, Musiksammlung
M A/252(1)

   Scheda a cura di Berthold Over