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Scheda numero 1278

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1690-1740
CompositoreCesarini, Carlo Francesco (c1665- dopo il 2.9.1741)
TitoloDel Sig.r Cesarini
PresentazioneNon applicabile
Pubblicazione[Roma : copia, 1690-1740]
Descrizione fisica8 c. ; 202x274 mm. Filigrana: non rilevata.
Note generaliFascicolo sciolto; numerazione delle carte moderna (1-8); tit. dall'intitolazione a c. 1r; a carta 1r etichetta con scritto "E 60-4" e in basso a destra scritta "3896"
Titolo uniformeSe in ciel stesser due soli. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiSBN: IT\ICCU\MSM\0142735
Sciommeri: n. 55
Bibliografia
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c)
S: Se in ciel stesser due soli
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2.1: Largo (Aria, sol minore, c)
S: Del mio core pupille care
3.1: (Recitativo, c)
S: Ti compatisco, o core,
4.1: (Aria, fa maggiore, 12/8)
S: Un dì la bella Clori
5.1: (Recitativo, c)
S: Eguali non son l’armi
6.1: (Aria, re minore, c)
S: Clori la tua beltà
7.1: (Recitativo, c)
S: Le stelle inchinerei se fosser belle
Fa parte diMusica Diversa Autori (scheda n. 1274)
Trascrizione del testo poeticoSe in ciel stesser due soli
All’or direi son gl’occhi del mio bene
E se non fosser su tanto le stelle
E sol due ci mostrassero i splendori
Direi certo son quelle
Che risplendon qua giù nel volto a Clori.

Del mio core pupille care
Siete troppe per esser soli,
Siete poche per esser stelle.
Caro ciglio mi puoi beare,
Ma la pace all’alma m’involi.

Ti compatisco, o core,
Se t’abbrugian due soli in due pupille,
Amor non tanto ardore
Che bastano a un sol cor poche faville.
E voi stelle lassù
Non influite più disastri, o sorte,
A begl’occhi di Clori
Riserbate il poter dar vita, o morte.

Un dì la bella Clori
Scherzando con amor l’arco gli prese
Saetta or tutti i cori
Ferisce ma il suo cor salvo lo rese.

Eguali non son l’armi:
Tu armata di bellezza
E sono in tuo poter l’arco e gli strali,
Se all’improvviso assali
Un’alma oppressa, un disarmato core
Non è grande il valore.

Clori la tua beltà
Altro non vuole no
Ch’un raggio di pietà
L’anima mia
Sempre t’adorerà
Te chiamo notte e dì
Te‘l cor desia
Sempre t’adorerò.

Le stelle inchinerei se fosser belle
Come son le pupille
Del mio ben ch’adoro,
Per cui languisco e moro;
Del sole al lume io venderei l’omaggio
Se della bella Clori avesse un raggio.
 Document image 
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Mc - Milano - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi"
Fondo Noseda - E.60.1-9 (4)

   Scheda a cura di Giacomo Sciommeri