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Scheda numero 1011

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1710-1740
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreSigismondo, Giuseppe (1739-1826)
TitoloLa Pazzia, o vero la Stravaganza / Del Sig.re Caval.re Aless.dro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1710-1740]
Descrizione fisica1 partitura (c. 86r-97v). Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa cantata apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte.
Titolo uniformeFarfalla che s'aggira. Cantata, 1V,1str, S,bc, La pazzia, o la stravaganza
Repertori bibliograficiSBN: IT\ICCU\MSM\0081493
URFM
Hanley: 256
RISM A II: 850019218
BibliografiaCafiero-Sigismondo: cantata compresa nel manoscritto identificato con il n. 496.
Descrizione analitica1.1: (Aria, fa diesis minore, c; S,bc)
S: Farfalla che s'aggira
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2.1: (Recitativo, c; S,bc)
Tutto acceso a quei rai
3.1: (Recitativo, c; S,bc)
Pur langue tra le pene
4.1: Andante moderato (Aria, do minore, c; S,bc)
Bramo che le ferite
5.1: (Recitativo, c; S,bc)
Così infelice questo cor
6.1: (Recitativo, c; S,bc)
Ma l'afflitta alma
7.1: (Arioso, fa diesis minore, c/; S,bc)
Tenta la fuga
Fa parte diCantate (scheda n. 952)
Trascrizione del testo poeticoFarfalla che s'aggira
Intorno a chiara face
Vi perde con le piume
Al fin la vita ancor
Così il mio cor delira
Che struggersi li piace
Di due pupille al lume
Ad onta del dolor.

Tutto acceso a quei rai
Già di morir non cura
E per maggior sventura
Cieco senza raggion senza consiglio
Ama l'inciampo suo corre al periglio
Quando saggio un pensiero lo sgrida
ei lo scaccia e l'accusa di stolto.
E seguendo una scorta ch'infida
Cade avvinto tra lacci d'un volto.

Pur langue tra le pene, e tra martiri
Si distrugge in sospiri
Ma folle ed insensato all'ora esclamo
O dolce servitù care mie pene
A voi dell'amor mio belle catene
Nodi nodi aggiungete
Ch'il gioir nel penar più m'accrescete.

Bramo che le ferite
In questo sen m'aprite
Care pupille si d'amor faccelle.
Io sempre v'amerò
Per voi morir saprò
Contento ogn'or così miei luci belle.

Così infelice questo cor favella
Acceso ai rai di due pupille infide
E fra lacci, e le pene ei scherza, e ride.

Ma l'afflitta alma mia
Per sì strana follia
Cercando di fuggir dal cor insano
Tenta la fuga ma la tenta invano.
 Document image 
Risorse di rete Immagini su Internet Culturale
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
34.5.4 (= Cantate 255)(16)

   Scheda a cura di Antonio Caroccia