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Scheda numero 1006

Livello bibliograficoSpoglio
Tipo documentoMusica manoscritta
DataData incerta, 1710-1740
CompositoreScarlatti, Alessandro (1660-1725)
PossessoreSigismondo, Giuseppe (1739-1826)
TitoloCantata / del Sig.re Alesandro Scarlatti
PresentazionePartitura
Pubblicazione[Napoli : copia, 1710-1740]
Descrizione fisica1 partitura (c. 58v-64v). Filigrana: non rilevata.
Note generaliLa cantata apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte.
Titolo uniformeO voi di queste selve abitatrici. Cantata, 1V,1str, S,bc
Repertori bibliograficiSBN: IT\ICCU\MSM\0081488
URFM
Hanley: 501
RISM A II: 850009131
BibliografiaCafiero-Sigismondo: cantata compresa nel manoscritto identificato con il n. 496.
Descrizione analitica1.1: (Recitativo, c; S,bc)
S: O voi di queste selve
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2.1: Larghetto (Aria, fa minore, 3/4; S,bc)
Povera Irene
3.1: (Recitativo, c; S,bc)
Se voi di me qualche pietà
4.1: (Aria, mi minore, c; S,bc)
D'amor l'acerbe pene
Fa parte diCantate (scheda n. 952)
Trascrizione del testo poeticoO voi di queste selve habitatrici
Care ninfe gentile udite Lidio
Il vago pastorel che qui sovente
L'orme delle mie piante
Seguir vedeste qual mio fido amante
Quel ch'a un solo girar di sue pupille
D'amor m'accese il cor dolci faville
Quel ch'ogn'ora giurommi amore e fede
Quello sì mensognier spergiuro infido
Crede di Filli il foco e in questo lido
Me tradita abbandona ed io qui intanto
Resto oppressa dal duolo in mar di pianto.

Povera Irene
A crude pene or ti condanna
Un infedel.
Credesti amante
Fido e costante
Un cor che inganna
Empio e crudel.

Se voi di me qualche pietà sentite
amiche ninfe e belle udite udite
quel mostro d'empietà quel core infido
pria di tradirmi spesso à me dicea
per te mia bella Clori ardo e sospiro
solo per te respiro
per te quest'alma è cara
serba fide d'amore eterne tempre
te sola adoro e adorerò per sempre.
così dicea l'ingrato
e pure oh Dio spergiuro al dio d'amore
al mio cor traditore
mi schernì mi lasciò con empia frode
ch'Irene piange e la sua Filli or gode.

D'amor l'acerbe pene
come le prova Irene
non v'è ch'il può pensar.
Un’alma che sa amare
si sente uscir di vita
s'avvien che sia tradita
da un cor che sa ingannar.
 Document image 
Risorse di rete Immagini su Internet Culturale
PaeseItalia
LinguaItaliano
LocalizzazioneI-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
34.5.4 (= Cantate 255)(11)

   Scheda a cura di Antonio Caroccia