Cantata a Voce sola | di Contralto
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Su la sterile e mesta
Pendente Ombrosa ripa; e presso il rio
Che la rade ogn’istante
Un dì fermai le piante e dissi: oh dio
Come può questo core
Non affrettarsi ogn’or al mio Signore?
Del mar d’ogni bellezza
Dal quel Pelago immenso ed infinito
Eterno incomprensibile Oceano
Oh dio come poss’io errar lontano?
Un vil terreno ogetto [sic]
Può allettar il mio sen! E sussurrare
Ad ogn’ora il Ruscello: al mare al mare.
Amo il prato e l’erbe e i fiori
Vi diffondo i proprj umori
Ma né questo è il mio diletto
La mia gioja è girne al mar.
Ogn’istante anelo al mare
E tra tante erbette care
Sussurrando il piede affretto
Né più l’alma sa bramar.
Crocefisso Amor mio
Tu sei quel mar, l’umil ruscel son io.
Ecco, lambendo il suolo
A te solo ne corro o mio Signore:
Tu non sdegni mai pentito core.
Il cor pentito, o mio diletto nume,
Sarà Fenice omai del tuo bel lume.
Io detesto ogn’altro ardore
Non sarà che questo core
Altro amor l’accenderà.
Il mio core a tutte l’ore
All’eterno immenso lume
Le sue piume inalzerà [sic].
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore