Serenata a voce sola Farina Antonio

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4843
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 167-175v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (introduzione strumentale, sol minore, c)
2.1: Grave (recitativo, c)
Con questa flebil cetra
3.1: (aria, sol minore, c3)
Pupillette che vezzose
3.2: (aria, c)
Sotto l’arco d’un bel ciglio
4.1: (recitativo, c)
E voi pure sdegnosa
5.1: (aria, do minore, 3)
Non so dir che sia più pace
5.2: (aria, 3)
Tengo in mano il crin di sorte
6.1: (recitativo, c)
Rallentatevi homai astri malvagi
7.1: (aria, sol minore, c)
Cara bella oh dio che fai
8.1: (recitativo, c)
In cui a scoglio di fedel costanza
9.1: (arioso, c)
Ma tu non senti et io

Trascrizione del testo poetico

Con questa flebil cetra
A cui punge la man filati argenti
E a somiglianza dello stral d’amore
Con ferite canore
Nascon dalle punture i miei concenti
Hor ch’a pause battute
Murmuran l’aure e gli fan eco i venti
Con questa i miei lamenti
Vengo di notte a lagrimar cantando
E vo’ con plettro
Di questa man dorato
Fatto musico il duol cant’il mio fato:

Aria spiritosa
Pupillette che vezzose
Mi feriste con un guardo
Hor che tutt’avvampo et ardo
Pria che cenere sia siate pietose
2
sotto l’arco d’un bel ciglio
va in trionfo il mio penare
non m’avanza che sperare
in sì duro e fier periglio.

Recit.o
E voi pure sdegnosa
E voi pure ritrosa
A tanti miei sospir non sospirate
E pur convien su questa cetra oh cieli
Con languid’armonia
Canti il bemolle suo la gelosia.

Non so dir che sia più pace
Hor che il duol mi tien col laccio
Sento incendio d’una face
E pur peno in mezzo al ghiaccio
E con vario dolore
Non so se gelo sia o foco amore.

Tengo in mano il crin di sorte
E pur m’odia la fortuna
Ho le voglie a un sole assorto
E pur giro con la luna
S’hor fedele et infido
Mi fa veder il mio destin Cupido.

Recitativo
Rallentatevi homai astri malvagi
Che tirann’uccideste il mio godere
Ma pur lasso mi tocca
Se non ha posa il mio destin crudele
Con voci sparse all’etra
Una fiera addolcir con questa cetra.

Aria larghissima
Cara bella oh dio che fai
Ch’hor a un pianto non sovvieni
Per pietà deh solo vieni
A bearmi con tuoi rai.
Già sommerge in mar di pianto
Questo core mezz’assorto
Tu con l’occhio hai sol il vanto
Rimirarmi e darmi il porto

Recitativo
In cui a scoglio di fedel costanza
Getti l’anchora il cor di mia speranza.

Ma tu non senti et io
E gemo e peno e moro disperato
O crudeltà di rigida bellezza
Che ne men d’un concento il suon soave
Sa raddolcir la tirannia degli occhi
E pur di questa cetra un occhio è chiave.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.4.4/61

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Farina, Antonio compositore

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