A Dio cara libertà del Sig. Gio: Cesare Netti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
A dio cara libertà.
Hor che in lacci ho stretto il piè
Mi condanna la mia fé
A morir senza pietà.
A dio cara libertà.
Misera e qual’io sento
Serpermi nelle vene ignoto ardore
Qual saetta improvvisa
Dal bell’arco d’un ciglio vibrò Cupido
A fulminarm’il core
Ah, ch’il tiranno Amore
Con armi di beltà lassa mi vinse
Mi tolse l’alma e la mia pace estinse.
S’io conosco o luci belle
Che vi è grato il mio martire
Godo almen che per due stelle
Fia dolcissim’il morire.
Dunque per voi felice
Vittima di mia fede
Su l’altare del petto
Arda, ard’il cor mio
O cara libertà son vinta a Dio.
Ma se in tanto foco
Quet’anima trafitta
Disperat’et afflitta
Si strugg’a poco a poco
Vuò palesar sì sì
Del mio core le piagh’a chi l’aprì.
Mi dice un pensiero
Confida chi sa
Che spirto severo
Bellezza non ha.
E se muta la lingua
Manifestar non può le mie querele
Voi con languidi sguardi
Alle bellezze amate
Occhi, lingue del cor, per me parlate.
Al bell’idolo ch’adoro
Voi narrate ch’io mi moro
Che l’alma dal seno
A forza m’ha tolta
Venosa beltà
Ne i lacci son colta
A dio libertà.
Con cetera dolente
Sul la sponda s’un rio
Mesta Filli si dolse un giorno e intanto
Il ruscello vicin pianse al suo pianto.
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Musica manoscritta
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