Tormentatemi pur quanto bramate
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tormentatemi pur quanto bramate
Luci ch’adoro tanto
D’aspro rigore armate
Dite ch’io viva in pianto,
Dite ch’a la mia fede
Più non speri mercede,
Dite che di pietade
Mai non gode il mio cor ore tranquille.
Ahi che poco direte
Fra tempeste di duol fermo al dolore.
Non vacilla il mio core.
Penerò, piangerò ma sempre amante
Chi desia di morir non è costante.
Trafiggetemi pur ch’io son contento
Pene, affanni, martiri
Io non cangio desiri
Sia pur fiero il tormento,
Sia pur sempre mortale
Il mio duolo, il mio male,
A mia ruina intento
Ire, sdegni, saetti amor tiranno
Ah che dolc’è l’affanno
Di fortuna e d’amor non temo orgoglio
In amar saldo scoglio
Mostrarò, scoprirò sempre un sembiante
Chi desia di morir non è costante.
Gelosia con fiero dente
M’apra il petto e mi divori
Sparso il crin di neve algente
Pene aggiunga al mio dolore,
Che sarà, mi sarà gioco il mio petto
Ha ricetto d’un inferno e sarà poco
Contro l’arco d’amor fermo ho le piante,
Chi desia di morir non è costante.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore