Lontananza cantate in contralto con V:V: 1708 di Antonio Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nell’aria terza indicazione (f.73r): "Solo quattro violini",
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Mentre al nuovo apparir di primavera
preso da dolce cura
il popolo universo dei mortali
tutti obliando i mali
raccolto in lieti alberghi, o sparso in ville
alla stagion che vola
invola ore tranquille,
io solo, il piè ramingo
dal comune piacer muovo in disparte,
spirto errante e solingo,
per lontananza rea, che mi diparte
dal sol di due begli occhi almo, e sereno:
quand’altri canta e ride, io piango, e peno.
Più barbaro martire
chi mai provò
di quel che soffre un cuor
per lontananza.
Provarlo, e non morire
quando si può
miracolo, e d’Amor
non è costanza.
Miracolo, è d’ amor s’io parlo, e spiro,
s’io giro i lumi ancora
che l’ultimo respiro esser dovea
della mia vita allora
allor che partend’io
dalle paterne case
col bell’idolo mio
abbandonando il cor l’alma rimase.
Colorita ho nel pensiero
dallo stral del nume arciero
l’adorata sua beltà.
Quest’ imago al sen gradita
restò meco e tenne in vita
il mio cor che alma non ha.
In quelle chiome d’oro
in quelle vaghe labbra, in quei begli occhi
del mio caro tesoro
che sempre ho si lontano, e si presente
fissandosi la mente
porge alle pene mie breve ristoro,
ristoro, che raddoppia in me l’affanno
se viver non poss’io, se non d’inganno.
Quanto più cara
quanto più bella
me la dipinge amor.
Tanto più amara
La sua procella
Prova deluso il cor.
Cosi mentre dispera
il sen, pace, e conforto
a disfogar piangendo il dolor mio
per l’inospite selve il piede io porto.
E se corrente rio mi viene incontro,
io gli tributo il pianto
e quei dura mercede
mostrami nel suo vetro il mio sembiante
pallido, esangue, e sì turbato in vista
ch’io me non riconosco, onde a me stesso
chiedo: son io pur desso?
O l’ombra mia dannata al duolo eterno
che in questi boschi errando
lungi dal suo bel sol prova l’inferno?
S’io ritorno o luci amate
Non potrete ravvisarmi
Trasformato dal dolor.
Ma se un sguardo a me girate
Spero subito cangiarmi
Per virtù dello splendor.
Collocazione
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore