Non è ver che lontananza

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4624
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 101v-107
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Il Refrain 1.1 è ripreso dopo 2.1 e dopo 4.1.

Descrizione analitica

1.1: (refrain, sol minore, 3)
Non è ver che lontananza
2.1: (aria, sol minore, c-3)
Mi costrinsero le stelle
3.1: (recitativo, c)
Com'esser può che in cener si converta
4.1: (aria, Fa maggiore, 3)
Nobil cor che s'innamora

Trascrizione del testo poetico

Non è ver che lontananza
Di Cupido estingue il foco,
Arde sempre in ogni loco
se lo nutre la costanza.

P.a
Mi costrinsero le stelle
A lasciar il patrio lito
A lasciar le luci belle
Per cui porto il cor ferito.
Pur mille e mille
Calde faville
Crescon sempre
All’ardor mio
Cieco oblio
In un petto gentil non ha possanza.

Non è ver che lontananza
Di Cupido estingue il foco,
Arde sempre in ogni loco
se lo nutre la costanza.

2.a
Com’esser può ch’in cener si converta
D’amor la ricca face
Se quell’imago bella
Che l’accese nel seno
Si porta all’alma impressa.
Ascoltatemi amanti
La lontananza no ma il fiero sdegno
O l’empia infedeltade
Quel sembiante scancella
A cui giurate di servir costanti.

Nobil cor che s’innamora
Chiude eterna
La fiamma entro il suo petto
Mira estinto il caro oggetto
E la face serba ancora.
Arde Dido e tanto adora
Fredda polve il suo consorte
Che il sentiero
Nel seno apre alla morte
Perché il barbaro germano
D’abbatter la sua fede ogn’hor s’avanza.

Non è ver che lontananza
Di Cupido estingua il foco
Arde sempre in ogni loco
Se lo nutre la costanza.

Collocazione

Biblioteca
I-GR — Grottaferrata, Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata (dalla scheda superiore)
Segnatura
Crypt. it. 2/23

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore