Cantata 22.a

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4615
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 75r-­77v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Note

La cantata è la ventitreesima della raccolta manoscritta. La dicitura "Cantata 22.a" si trova a c. 74r. Nome dell’autore dal frontespizio dell’intero manoscritto.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Ah Mitilde fosti meco
2.1: Andante (aria, Fa maggiore, c)
Tu mi dice' un dì
3.1: (recitativo, c)
E qual ti può dar mai vero diletto
4.1: Andantino (aria, la minore, 3/4)
O rendem'il mio core

Trascrizione del testo poetico

Ah Mitilde fosti meco
Tiranna e menzognera,
Io per dar fede a’ tuoi fallaci detti
Servo mi sei d’amor
Perché tu promettesti a questo core
D’amoroso piacer gioie e diletti,
Ma oh dio? non fu così
Che crudo il fier tormeto.

Tu mi dice’ un dì
Ama se vuoi provar
Dolce ristoro.
Ma poi non è così
Ch’io amo e nell’amar
Languisco e moro.

E qual ti può dar mai vero diletto
Il far ch’io viva in pene
Se toglieste o crudel da questo sen
Il mio innocente e semplicetto core,
Ah che amor non volea l’anima mia
Che fin dall’or vidde nel suo timore
Quante pene e tormenti
Dovea soffrir senza provar contenti.

O rende m’il mio core
E non mi far penar.
Se vuoi ch’ognor per te
Mi strugg’in dolc’amore
Tu prov’ ancor per me
Le pene dell’amore.

Collocazione

Biblioteca
I-Vgc — Venezia, Biblioteca della Fondazione "Giorgio Cini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Rolandi
Segnatura
senza segnatura/23

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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