Rotte l’aspre catene Cantata à Canto Solo Con Violini Del Sig.r Antonio Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
2 parti - S e bc, vl 1 e 2; 11, 7 f.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Rotte l’aspre catene
D’amoroso servaggio il cor godea
In dolce libertà l’hore serene
Invido del mio bene
Amor che del suo strale
Sempre scopo mi volse
Ver due nere pupille il vol disciolse,
E fermato in quei giri
Con le fiamme più ardenti
Ch’escon da loro accese
La sua rigida face
E distrusse il mio cor la pace.
In due begl’occhi
Lo strale accese
Poi lo riprese,
E mi piagò.
Ne la ferita
Più spera aita,
Che il labro fiero
Me la negò.
Appena il cor sentì l’acerba piaga
Uscir da quei begl’occhi
Dove i fulmini suoi raffina amore,
Che del labro gentile
Che con rara bellezza il crine adorna
Chiese pietosa aita
Ma che! pur infierita
La bella bocca al mio parlar dolente
Negò mercede, e disse,
Che se il ciglio saetta
In van de suoi cinabri,
Chi ferita restò soccorso aspetta.
E pur vi deggio amar benché crudeli
Pupille del mio ben labra spietate.
Chi sa che per le mie fiamme fedeli
In voi non si risvegli un dì pietate.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola