Cantata 9.a
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
In placida sembianza
All’apparir del dì
Una bella speranza
Intorno del mio cor parlò così:
Non conosce le sue pene
Se al mio labro un’alma crede,
Chi vicino spera il bene
Già gran parte ne posiede.
Per me fidano al vento
Mille navi superbe i lidi audaci,
Per me con mille faci
Del bel foco d’amor arde il contento;
Per me fida nel solco generoso
Bifolco i suoi tesori,
Per me sparge sudori
Anima grande a impallidir sui sogli
Per me ne’ tetti aurati
Preziosi cordogli
D’un monarca sul crin versano i fati
Tal con volto giocondo
Altro non è che una speranza il mondo.
Sempre a lato a la sua pena
Ogni gioia più sincera;
Come il fiore nato appena
Vede il fato della sera,
Così ne lascia il bene allor che giunto
Lo sperar è un’età, goder un punto.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore