[Vuoi, ch’io peni, io penarò]

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4466
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1v,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 2-11 [olim c. 103- 107]
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Nota mutila sul compositore alla fine della cantata: "G. ?" RISM ascrive la composizione a Giuseppe de Rossi.

Descrizione analitica

1.1: Adagio (aria, la minore, c 3/2)
Vuoi, ch’io peni, io penerò
1.2: [Adagio] (aria, la minore, c 3/2)
Vuoi, ch’io mora, io vuò morir
2.1: (recitativo-arioso, c)
Se nel regno d’Amore
3.1: (aria, re minore, c)
Filli mia, non è possibile
4.1: (aria, Sol maggiore, 6/8)
Ogni male è mal sanabile
5.1: (recitativo-arioso, la minore, c)
Habbi dunque patienza

Trascrizione del testo poetico

Vuoi, ch’io peni, io penarò.
Sino a questo io mi contento,
Ma ch’io tacci il mio tormento,
Bella Filli, ò questo no.

Vuoi, ch’io mora, io vuò morir.
Mi contento in questo ancora,
Ma però prima, ch’io mora,
Le mie pene io vuò ridir.

Se nel regno d’Amore
Il morire e tacer fosse in usanza,
Io morirei e tacerei il mio duolo.
Ma essendo stravaganza
Non la voglio in me solo,
Che più tosto seguir mi par dovere
Un’usanza comun, che un sol volere.

Filli mia, non è possibile,
Ch’io tacer possa il dolore,
Che se il male è in mezzo al core,
Che si possa tacer non è credibile.

Ogni male è mal sanabile,
Se si svela a chi lo cura,
Ma se l’egro lo trascura,
Quando lo vuol curar si fa incurabile.

Habbi dunque patienza,
Ò mia Filli, ò mio bene,
S’io mi prendo licenza
Di spiegar le mie pene,
Se sempre ho inteso, ch’impossibil fosse
Il ritener celato amore e tosse.

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp) (dalla scheda superiore)
Segnatura
Sant.Hs.854/2

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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