Son pur care quelle pene
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nota sul compositore alla fine della cantata: «P.S.A.» Titolo da incipit testuale. Capolettera ornato.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Son pur care quelle pene
Ch’il mio cor soffre costante
Se mi rendono al mio bene
Sempre più gradito amante.
Non vanti i suoi portenti
La salamandra che nel foco vive,
Se fiamme più nocive
Porgono al viver mio grati alimenti.
Una fenice io son ch’a poco a poco
Mi ravvivo morendo in grembo al fuoco.
Cupido uno strale
Vibrandomi un dì
Ferita mortale
Nel petto m’aprì.
Ne gode così colei ch’amo tanto
Che lieto mi vanto
Di sangue rimirar vuote le vene.
Son pur care quelle pene…
Ma perché solo un dardo in me s’avventa
E la man feritrice è così lenta
S’il mio core un bersaglio offre per mille?
All’armi, guerriere pupille,
Combatta, mi abbatta
De guardi uno stuolo
Destate, scoccate in me solo
Saette e faville.
All’armi, guerriere pupille,
Ch’il mio core un bersaglio offre per mille.
No, più non si tardi, o luci vaghe,
Che quanti sguardi son tante piaghe
E d’amare e languir sol mi conviene.
Son pur care quelle pene…
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore