Armida Abbandonata Cantata à voce sola con VV. Del Sig.r G. F. Hendel

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4401
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Armida abbandonata

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1700 – 1710
Redazione
Roma : copia, 1700-1710
Descrizione fisica
1 partitura (4 c.) ; 310x445 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Note

HWV 105

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, sol minore, c)
Dietro l’orme fugaci
2.1: Adagio (aria, Fa maggiore, c)
Ah’, crudele, e pur ten vai
3.1: (recitativo, c)
Per te mi struggo, infido
4.1: Furioso (recitativo, do minore, c)
O voi, del incostante
5.1: (aria, do minore, 2/4 / 6/8)
Venti, fermate, sì
6.1: (recitativo, c)
Ma che parlo, che dico? Ah', ch'io vaneggio
7.1: Siciliana (aria, sol minore, 12/8)
In tanti affanni miei

Trascrizione del testo poetico

Dietro l’orme fugaci
Del guerrier, che gran tempo
In lascivo soggiorno ascoso avea,
Armida abbandonata il piè movea,
E poi che vidde al fine,
Che l’oro del suo crine,
I vezzi, i sguardi, i preghi
Non han forza, che leghi
Il fuggitivo amante,
Fermò le stanche piante
E assisa sopra un scoglio
Colma di rio cordoglio
A quel leggiero abbete,
Che il suo ben le rapia, le luci affisse,
Piangendo e sospirando così disse:

Ah’, crudele, e pur ten vai
E mi lasci in preda al duolo
E pur sai, che sei tu solo
Il diletto del mio cor.
Come, ingrato, e come puoi
Involare a questo sen
Il seren de lumi tuoi,
Se per te son tutta ardor?

Per te mi struggo, infido,
Per te languisco, ingrato;
Ah’, pur lo sai, che sol da tuoi bei rai
Per te piagato ho il seno
E pur tu m’abbandoni infido amante.

O voi, del incostante
E procelloso mare orridi mostri,
Dai più profondi chiostri
A vendicarmi uscite
E contro quel crudel incrudelite!
Sì, sì, sia vostro il vanto
E del vostro rigore
Un mostro lacerar di voi maggiore.
Onde, venti, che fate,
Che voi nol sommergete? Ah’ no, fermate.

Venti, fermate, sì,
Nol sommergete, no,
È ver, che mi tradì,
Ma pur l’adoro.
Onde crudeli, no,
Non l’uccidete
È ver, che mi sprezzò,
Ma è il mio tesoro.

Ma che parlo, che dico? Ah’, ch’io vaneggio,
E come amar potrei un traditore,
Infelice mio core!
Rispondi, oh Dio, rispondi!
Ah’, che tu ti confondi,
Dubbioso e palpitante
Vorresti non amare e vivi amante.
Spezza quel laccio indegno,
Che tiene avvinto ancor gl’affetti tuoi,
Che fai misero cor, ah’, tu non puoi.

In tanti affanni miei
Assistimi almen tu, nume d’amore.
E se pietoso sei,
Fa, ch’io non ami più quel traditore.

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp)
Segnatura
Sant.Hs.1894

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

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