Del Sig. Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ferma, Borea, che tenti? E sarà vero
Che trionfar tu voglia
Dell’odorosa spoglia
Di pallida viola, ah, sei ben fiero
Ferma, Borea, che tenti? E sarà vero?
No, non è tuo scherno,
È tua gloria, che viva
Questa fiorita stella,
Questa leggiadra e bella
Brama di Primavera
In braccio al Verno.
La sottrassi à pena nata
À i perigli, alle rapine.
E tu vuoi con man gelata
Lacerarle il volto e il crine.
Ferma, ma lasso,
Quale grandine estiva
In su le bionde spiche
Invola al mietitore
I sudor le fatiche?
Tal Borea il tuo rigore
M’invola il mio bel fiore.
Povera violetta
Sì bella, hor sì negletta
E dove , e dove sei?
Che fu del tuo belloro,
Lasso, del vento è gioco,
Io credea ben per poco
Goder del mio tesoro,
Ma così breve vita
No, io non credei.
Hor voi, miseri avanzi,
Io consacro alle fiamme
In holocausto à i Zeffiri più ameni.
Voi di tepido april figli sereni,
Ogni nuova stagione
Tornando in questo loco
Per amore non men che per pietate
Dell’estinto mio fiore
Riverenti le ceneri baciate.
Poi direte à Primavera,
Che sol questo mio consola,
Che de fior, che produrrà
Dell’estinta mia Viola,
Più bel fior mai non farà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore