Del Sig. Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Anzio, un tempo fastosa,
Hor ricoperta d’herba
E di sterile arena
D’ogni mente superba e specchio e pena.
Par sogno e troppo è vero: oh, se pur uno
Degl’invitti Romani,
Che qui giaccion sepolti,
Tornasse a i rai del giorno e che direbbe?
Unito a i sospir miei
Direbbe: Anzio fastosa e dove sei?
Rozzi armenti, per pietate
Meno fieri calpestate
Così nobili Teatri.
E voi, rustici bifolchi,
Fate i solchi
Più leggieri con gl’aratri.
Non v’è fermezza in terra,
Ciò, ch’un secolo inalza, un altro atterra.
Porta il tempo il piè leggiero,
Segna l’orme e poi le copre.
L’occhio solo non le scopre
Senz’aiuto del pensiero.
Quando spiega i vanni occulti,
Crede l’huom, ch’egli riposi,
Ma se i colpi sono ascosi,
Apparenti son gl’insulti.
Muoiono le città, muoiono i Regni
E l’huom d’esser mortal par, che si sdegni.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore