L’Arianna Cantata con strumenti a voce sola per Soprano del N.H. Benedetto Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Dove misera dove
Lungi a me, crudo Teseo, ten vai?
Questa già non sperai
Del costante amor mio, della mia fede
Aspra, ingrata mercede
Non son quell’io che la tua Patria sciolsi
Dal gravoso tributo, e che ti tolsi
Con l’arte mia dal Minotauro orrendo?
Crudel da te ingannata ah ben lo sai
Per abbracciarti, sposo,
Il Regno e sino il Padre,
Abbandonai Teseo, Teseo adorato
Deh torna al seno mio, senza te moro.
Il tuo fiero abbandono
Più mi pesa che morte,
Che padre, e patria, e trono.
Deh ritorna al mio seno
E se mi nieghi amore
Come tu vuoi, teco mi guida almeno.
Come mai puoi
Lasciarmi piangere
Senza che frangere
Il cor ti senta?
Come mai spenta
E’ in te pietà?
Morta mi vuoi
Crudel m’esanima
Toglia quest’anima
La pena amara
Che da te cara
La morte avrà.
Se fia che pensi, o caro,
Tall’or alla mia fede, all’amor mio
Forse pensier sì rio
D’andar lungi da me fia che deponga
Né del mar precelloso
All’orrido furor la vita esponga.
Lascia i rischi dell’onde,
I perigli de’ venti e nel mio seno
Che te n’affetti il cor, ten priega l’alma
Riedi a trovare sicurezza all’alma.
Che dolce foco in petto
Oltre l’usato io sento
Che invece di tormento
Gioia mi dà, diletto e mi consola.
E se d’un vivo ardore
Sento quest’alma piena,
Desio ma senza pena,
Amo ma dal mio core il duol s’invola.
Che dolce foco in petto...
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Musica manoscritta
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