20 8bre 1701 Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4162
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1v,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 41-42v [olim c. 72-73v]
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
[20 cantate] (n. 4152)

Note

La data originale 1701 è stata cambiata in 1702, forse da mano diversa.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Do maggiore, c)
Da quel parte celeste
2.1: (aria, la minore, c)
Credi, ò bella, t’è resa
3.1: (recitativo, c)
Il lume de begl’occhi
4.1: Allegro (aria, mi minore, c)
Son le lucide faville

Trascrizione del testo poetico

Da quel parte celeste
Tanta beltà discese?
E da qual sfera apprese
I soavi concenti,
Che d’un nuovo piacer spargon le menti?
Amor, ch’il mondo regge
Con armonica legge,
E i begl’occhi di lei move, e governa,
Vuol che risponda all’armonia dell’alma
L’armonia dela voce, e del sembiante,
E la candida man lieta, e vagante
Guida fra l’aureo suon,
Che pur d’Amor è dolce prole e dono.

Credi, o bella,
T’è resa ogn’alma ancella
Accesa al tuo splendor
Ed oh quanto
Puoi domar col suono e col canto
Ogni barbaro rigor.

Il lume de begl’occhi e i dolci accenti
Retti da la tua man vaga e sonora
Non solo mostran la via,
Che può le menti
Guidar oltre le stelle, oltre l’Aurora
Ma quell’alto sentier che ancor conduce
A vagheggiar gli Dei entro la propria luce.

Son le lucide faville
Dele vaghe tue pupille
Rai d’un sol più risplendente.
E nel’aure sì vezzose
De le labra tue di rose
Vede ogn’alma che t’ammira
Il fulgido splendor d’Astro lucente.

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp) (dalla scheda superiore)
Segnatura
Sant.Hs.3987/10

Immagini

Repertori bibliografici

Hanley 1963: n. 157, p. 170

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Nella stessa raccolta