Cantata Del Vivaldi N. 7.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il copista della musica è lo Scriba 16, il testo poetico è autografo. L’indicazione "N. 7." a pagina 121 si riferisce all’Inventarium rerum musicalium variorum authorium ecclesiae serventium quas possidet Joannes Dismas Zelenka.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pianti, sospiri, e dimandar mercede
Lusinghe son di femina incostante,
Che per vantarsi amante
D’un incorrotta fede
Dan per pegno d’affetto.
Ma che poi nel suo petto
Vi regni un tal amor, ah non è vero;
Se i pianti ed i sospiri
E la chiesta mercé d’amante brama,
Si cangia di repente in
In visi, in vezzi ed in lasciar chi l’ama.
Lusinga è del nocchier
Nel venticel leggier
Che placido lo invita a solcar l’onde.
Ma fuor del porto appena
I fiati suoi scatena,
E il scampo alla sua vita allor nasconde.
Lusinga è del nocchier...
O ingannato nocchiero,
Troppo incauto a dar fede a mobil aura.
Ti lasciasti condur fuori del porto,
E appena visto il mar restasti assorto.
Ma è più deluso amante,
Che nel mare d’amore
D’aura fallace d’amorosa spene
Allettato il suo core,
Mentre spiega il desio del proprio affetto,
Ecco improvviso, oh Dio,
Di sdegno ed odio insieme
Un turbine lo assale empio e malvagio,
Che predice al suo cor un rio naufragio.
Cor ingrato, dispietato,
Sol racchiude inganni e offese,
Sol nudrisce infedeltà.
Ma poi vuole giusto il cielo
Che se prova il stral d’amore
Non ritrovi che rigore,
Che disprezzi e crudeltà.
Cor ingrato, dispietato...
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore