Cantata Del Vivaldi N. 6.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Le pagine 114-118 sono autografe; le restanti sono opera di un copista non identificato. L’indicazione "N. 6." a pagina 114 si riferisce all’Inventarium rerum musicalium variorum authorium ecclesiae serventium quas possidet Joannes Dismas Zelenka.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Perfidissimo cor! Iniquo fato!
Iniquissimo amor! Tirsi spietato.
Dov’è, dov’è l’amore
Che per me nel tuo core si nutriva?
Ah lungi dal tuo petto
Svanì sì fermo affetto.
Lo so bene, lo so,
Che se un amante ottiene ciò che brama
Di poi più non si cura.
Ah disleal, ah ingrato!
Perfidissimo cor, Tirsi spietato.
Nel torbido mio petto
S’aggira un’ombra squallida
Di sdegno e crudeltà.
È questi la vendetta
Che cancellar pretende
L’onta d’infedeltà.
Nel torbido mio petto...
Così dunque tradisci chi contenta
T’offerse i primi affetti?
Dimmi, qual fede mai
Infido aver tu puoi se chiaro vedi
Che di tua fé il candore
Si rassomiglia alla vernale brina,
Che tocca un poco dall’artura face
In niente tutta si dissolve, e sface.
Così per te, o inumano,
Per crederti in amor ogn’una cede.
Misera amante è quella che ti crede.
Più amar non spero no,
Se il primo m’ingannò
E infido mi tradì.
Misera ancor per me
Che ancor non spero fé
Se l’amor mio svanì.
Pià amar non spero no...
Collocazione
Immagini
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore