[Stan soggetti alla fortuna]
Pubblicato
Identificazione
ID scheda
4135
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata
Organico
Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Contralto, 2 violini e continuo
Descrizione
Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 65-72
Presentazione
Partitura
Filigrana
Non rilevata
Relazioni
Fa parte di
[12 cantate]
(n. 4128)
Note
La lettera iniziale è stata tagliata e sostituita poco dopo la stesura del manoscritto come dimostra la grafia coeva della musica nuovamente copiata sul dorso dell’iniziale. Alla fine: "del Sig.r Gio: del Violone". La cantata è stata copiata per il cardinale Benedetto Pamphilj nel 1689.
Descrizione analitica
1.1:
(aria, Do maggiore, c)
Stan soggetti alla Fortuna
2.1:
(recitativo, c)
Ne di rosa o di giglio
3.1:
(aria, Do maggiore, 3/8)
Filli mia, se va svanita
Trascrizione del testo poetico
Stan soggetti alla Fortuna
Anco i fiori di beltà.
Nel giardin, ch’un volto accoglie,
Questa diva il piè discioglie
E con man, ch’insidie aduna,
Gigli e rose a coglier va.
Stan soggetti alla fortuna
Anco i fiori di beltà.
Ne di rosa o di giglio
La matura vaghezza
Scerner puote già mai, se cieco ha il ciglio.
Così della bellezza
Manca la primavera
Sotto un cieco gestin l’alba o la sera.
Filli mia, se va svanita
La beltà, ch’hoggi è fiorita,
N’è cagion sorte importuna
Congiurata con l’età.
Stan soggetti alla fortuna.
Anco i fiori di beltà.
Collocazione
Biblioteca
Segnatura
Add.24311/7
Immagini
Repertori bibliografici
Pelliccia 2012: n. 22, p. 138
Bibliografia
Pelliccia 2013a: pp. XI e XX; pp. XIII-XIV e XXII-XXIII; pp. 49-59.
Tipologia
Tipo documento
Musica manoscritta
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore
Scheda inferiore
Persone collegate
Pamphilj, Benedetto
possessore