Cantata 7a Del Vivaldi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Secondo Ryom (v. rep. bibliografici) il nome dell’autore è autografo. Correzioni a c. 24; la c. 25 non è notata. Indicazione "Finis" a chiusura della cantata. A c. 23r le indicazioni: "Alla 5.a alta in alto", "alla 3.a alta", "4.a". Alcune parti della cantata sono copiate dallo Scriba 4 (probabilmente Giovanni Battista Vivaldi).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il povero mio cor
Lontan dal caro ben piange e si lagna,
E il faretrato Amor
Con sue lusinghe ognor vie più m’affanna.
Il povero mio cor...
Amor, crudele amor, perché tradirmi?
Perché dal sol ch’adoro
Frami sperar ch’un giorno
Rivedere potrò l’amato oggetto,
Dal crudele timor di lontananza
Questo povero core afflitto e lasso?
Perché con tue lusinghe ognor schernirmi?
Amor, crudele amor, perché tradirmi?
Sempre invano il Dio d’Amore
M’allettò co’ vezzi il core,
Ma col vanto d’un bel pianto
Ad amar poi lo sforzò.
Troppo ponno quelle stille
Nel cader da due pupille
Né piatade a una beltade
In quel duol negarsi può.
Sempre invano il Dio d’Amore...
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore