Cantata Del Vivaldi
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Geme l’onda che parte dal fonte,
Langue il fiore che il sole non vede,
E in la valle, nel prato e sul monte
Sempre in pianto ora parte, ora riede
Usignol che l’amante perdé.
Ma non geme, non langue, né piange
Quell’augello, quel fior e quell’onda
Come il cor che nel petto si frange,
Come l’alma cui duolo circonda,
Caro Tirsi lontana da te.
Geme l’onda che parte dal fonte...
Ah ch’un immensa doglia
Tutta mi sfugge in pianto
E non so come questa
Ch’in te sol vive alma d’amor ferita
Lungi dagl’occhi tuoi rimanga in vita.
So ben che se la speme
Di ritornar a vagheggiarti ancora
Non tempra neun dolor così inumano,
Ciò che non fece il duol farà la mano.
Che men fiero sarebbe e rio martire
Una volta morir che ogn’or languire.
Deh non partir sì presto
Conforto del mio cor,
Ristoro al mio penar, cara speranza.
Serbami al mio diletto
In onta a quel dolor,
Che tenta d’atterrar la mia costanza.
Deh non partir sì presto...
Collocazione
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore