Son legato e a notte oscura Parole del Sig. D. Giulio Cesare Donati
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La cantata è la riduzione in volgare, con alcune varianti, del mottetto di Giacomo Antonio Perti "O dulcedo cordis mei" custodito in I-Bsp, L.P.13.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Son legato e a notte oscura
Vò cercando libertà.
L’aureo crine se mi strine,
Se m’avvinse, sua possanza or perderà.
Son legato e a notte oscura
Vò cercando libertà.
Se del Cielo stellato
Le vaghezze rimiro
Se contemplo i splendori
De’ sfavillanti lumi, ah ben comprendo
Che bellezza terrena
È un fango, è un fumo, un nulla e che la notte
Mi dà luce e m’addita
Il sentiero verace
Per discerner il ver dal bel fallace.
O stelle lucenti
Le vostre faville
Spezzano i lacci
E rendono al core
La sua libertà.
De l’alma i legami
Tu rompi, tu frangi
celeste splendor.
Notte che fra gl’orrori il mondo uscora
Mi guida e m’assicura
Col favor di sue stelle e fà che l’alma
Nel porto di sua calma abbia la calma.
Stelle amiche son contento
Se vi miro, se contemplo il vostro bello.
Voi con influssi di salute eterna
L’anima mia beate,
Lo spirito ravvivate,
Nel porto già trovo calma
Più tempeste non teme l’alma.
Amanti che dite,
Le lusinghe sprezzate
Ogni larva sbandite,
Non temete pugnate.
De le palme chi pugna è vero erede
A chi forte combatte il senso cede.
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