Cantata à Voce Sola Del Sig.r Baron d’Astorga
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
O d’un nume, ch’è cieco,
Legge ingiusta e tiranna,
Barbara deitade,
Ch’ad amar chi non deggio
Mi costringe, mi sforza e mi condanna.
In petto vil anima, o Dio, sì bella
Può mirar questi rai senza adorarla
E pur mi vieta onor anche d’amarla.
Amor di pastorella
Non lice a un regio cor.
La maestade offende,
Chi ad ogni amor s’arrende,
Ché se la fiamma è bella
Ignobile è l’ardor.
E’ l’incendio amoroso
Ogn’or in seno chiuso,
Soffrir m’è forza, ahi barbaro contegno,
Rigido onor a quali angustie oh Dio?
Condannate quest’alma ed il cor mio.
Sento ch’ogn’or maggiore
In sen cresce il mio foco,
Né ammorzarlo si può, così per poco.
Lasciarmi in pace
Dovea l’amor
Se quel che piace
Non ho d’amar.
O non più quello
Rassembr’al cor
Il volto bello
Ch’ho da lasciar.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore