Cantata del Sig.r D. Emanuele d’Astorga
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
E come e dove e quando
D’un cor che sta penando
Avrai pietade amor
Il cor in me già manca
E pur mai non si stanca
Il fiero tuo rigor.
In due vaghe pupille
La tua legge adorai sempre costante
Ne pur un solo istante
Da tuoi legami osai ritrarre il piede
Ma di tanta mia fede
Qual premio ingrato amante
Ebbe il cor mio
E dove e quando oh Dio
Altro che pene all’alma mia tu desti
Empio cor tu m’alzasti
Con mentite lusinghe
Con promesse fallaci
Et or che da tuoi lacci
Fuggire io più non posso
Non porgi altro ristoro
All’afflitta alma mia
Che il torbido velen di gelosia.
Tanto farai col tuo rigore
Ch’al fin pentito questo mio core
Da tuoi legami si scioglierà
E se mai scampo
Da tue catene
Più non sperare
di darmi pene
Con involarmi la libertà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore