Del Sig.r Alessandro Stradella
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il destin vuol, ch’io pianga,
Io non vò piangere.
Fin dalla cuna
Empia Fortuna
Scherzò con me,
Languir mi fè.
Ma la costanza mia
Non valse a frangere.
Il destin vuol, ch’io pianga,
Io non vò piangere.
Dell’incostante dea
Costante derisore esser mi vanto
D’un intrepido cor nemico il pianto.
Quel’onda labile,
Ch’un ciglio flebile
Stilla del cor,
In alma instabile
Quasi indelebile
Mostra il rigor.
Dalla reggia del duolo
Scatenatevi, ò furie,
S’armi di sdegno il polo
Per grandinar a danni miei l’ingiurie,
Ch’ad un anima invitta,
Anche dal duol trafitta
Su le miserie estreme
Tergo il pianto de lumi aura di speme.
Vibrin pure gl’astri adirati
Al mio sen reggi inclementi.
Chi non teme ira de fati,
Prende a gioco anch’i tormenti.
Dall’aride pupille
D’un impavido core
Non s’esigge il dolore
D’humide stille.
Inganni ed aletti,
Lusinghe e saetti
Del fato il rigor,
Che saldo il mio cor
Fin le sventure sue
Sdegna conpiangere.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore